Capodimonte, depositi aperti al Museo

Napoli ancora una volta protagonista della scena culturale nazionale. Il 20 dicembre si aprono i cancelli della mostra Depositi di Capodimonte. Storie ancora da scrivere. Le storie a cui si riferisce il titolo della mostra si potranno, immaginare, costruire ed ammirare fino al 15 maggio 2019. Fino a quella data infatti, saranno a disposizione dei visitatori centinaia di opere tra dipinti, statue, arazzi, porcellane, armi, e oggetti di arti decorative, provenienti dai cinque depositi del Museo di Capodimonte.

I depositi hanno preso vita negli anni ’50, in seguito ad un progetto di risistemazione del Soprintendente Bruno Molajoli. Le opere hanno per lo più attribuzione incerta e versano in condizioni conservative precarie, ma non per questo risultano meno belle ed interessanti. Spiccano la collezione di oggetti esotici donata dal Capitano James Cook a Ferdinando IV di Borbone e i meravigliosi, nonché innumerevoli, servizi da tavola in porcellana di Meissen, di Berlino, della Manifattura Richard Ginori. Ceramiche impossibili da esporre per la loro vastità, a testimonianza dello sfarzo che la Corte sabauda sfoggiava nelle varie sedi della corte in Italia.

La mostra, organizzata dal Museo insieme alla Casa editrice Electa, rappresenta il secondo capitolo di una trilogia di esposizioni mirante a rivoluzionare il concetto classico di staticità delle strutture museali proponendo quello di luogo in cui la creatività e la libertà espressiva, trovano una giusta collocazione.

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