A Mestre il racconto del Novecento

Da dicembre prossimo la città di Mestre non sarà più considerata un semplice punto di partenza per recarsi a Venezia. Con l’inaugurazione del più grande progetto di Fondazione Venezia, il Museo M9, la città assurgerà a ruolo di distretto culturale, sganciandosi finalmente da quello di luogo di passaggio e creandosi in tal modo oltre che un’identità diversa, un’identità propria.

Il Museo M9 non ha solo il compito di esporre opere, ma anche di raccontare la storia del nostro 900 (da qui la sigla M9), partendo dalle due guerre mondiali, passando per il fenomeno dello stragismo che ha caratterizzato gli anni 70-90 ed evidenziando infine i cambiamenti del modo di vivere degli italiani nel corso del secolo. Ancor prima di calarsi nello spazio espositivo, il visitatore sarà calamitato dall’imponente ed affascinante struttura architettonica.

Il museo nasce dalla trasformazione di un ex convento e di un’area militare. Si estende su più di 10 mila mq poiché, oltre all’area destinata alle opere, il progetto include spazi innovativi e negozi e ristoranti armonicamente distribuiti su una grande piazza avente funzione di accogliere i visitatori. L’intento è quello di integrare a pieno il museo nella vita di tutti i giorni.

Il percorso espositivo si sviluppa in tre diversi piani, due occupati dalla collezione permanente, uno dedicato all’organizzazione di mostre temporanee. Essendo i contenuti ed i percorsi interattivi numerosi, difficilmente si potranno esaurire in una sola visita è dunque probabile che con un biglietto si avrà diritto ad entrare più volte. Previste anche entrate serali. Dalla collezione spiccano nomi quali: Boccioni, Selvatico, Milesi, Casorati, Music, Depero, Zigaina, De Pisis, Saetti, Carena, Plessi, Santomaso, Pizzinato, Vedova, Guidi, De Luigi, Bacci, Tancredi. Non resta che attenderne l’apertura.

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