Milano, crolla l’ultima roccaforte rossa

In provincia di Milano il vento di cambiamento è cominciato a soffiare nel 2016. Il turno di ballottaggio di domenica ha confermato l’inversione di tendenza nelle amministrazioni comunali con un forte avanzamento del centrodestra su tutto il territorio nazionale ma che, come per la Toscana, in alcuni Comuni assume un significato simbolico importante.

Nella provincia meneghina vi erano delle “roccaforti rosse” che resistevano agli assalti del centrodestra fin dal dopoguerra. Erano città segnate da una forte presenza popolare e operaia che da sempre si legava alle esperienze corporative comuniste prima e democratiche poi.

Ma i tempi cambiano e le idee pure. Nel 2016 la prima a cadere fu San Giuliano Milanese che dopo 72 anni di governo di sinistra passò alla guida di un giovane sindaco di centrodestra. Lì la municipalizzata fallì sotto il peso di oltre 80 milioni di euro di debiti, rischiando di portare il Comune sull’orlo del dissesto finanziario. La malagestione della cosa pubblica provocò una reazione forte contro chi li aveva governati per decenni invertendo totalmente la rotta.

L’anno successivo, nel 2017, è toccato a Sesto San Giovanni, la città operaia per eccellenza che, nonostante gli scandali dell’era Penati, sembrava non dovesse scalfire la sua anima rossa. E invece anche qui un altro giovane candidato di centrodestra, contro ogni pronostico, ha sbaragliato il centrosinistra con un risultato eccezionale. Anche in questo caso il Comune, nonostante grandi interventi di riqualificazione edilizia delle ex acciaierie Falk sembra non navigare in ottime acque visti i circa 120 milioni di debiti che sembrano essere stati scoperti.

Infine Cinisello Balsamo. L’ultimo baluardo resistito negli anni ai colpi del centrodestra, domenica è caduto sotto i colpi di un giovane candidato leghista che ha incredibilmente battuto il sindaco uscente dato quasi certamente vincente.

Insomma una vera e propria rivoluzione culturale che sta segnando il nostro Paese. Un centrosinistra “radical chic” sempre più lontano dalle esigenze delle classi più deboli e una Lega (vero asse trainante del centrodestra) che sta raccogliendo consensi in quelle classi sociali una volta esclusivamente rosse.

Questo cambio di paradigma sta producendo un radicale cambiamento nel modo di votare. I risultati di Lega e 5 Stelle sono un chiaro segnale di questo malessere verso una politica ancorata alle istituzioni e poco attenta ai bisogni della gente.

L’anno prossimo in Lombardia andranno al voto oltre mille comuni, molti governati da decenni dalla sinistra. Se questo vento di cambiamento dovesse continuare a soffiare c’è da scommettere che a cambiare non sarà solo la geografia politica del nostro Paese, ma subiranno una forte e profonda trasformazione tutti i partiti che hanno governato il Paese negli ultimi venticinque anni.

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