UE, Safe Bond in arrivo?

European safe bond o EsBies è una parola che circola nei mercati finanziari europei fin dal 2011, si tratta di obbligazioni europee garantite che andrebbero a sostituire i Bund come tipologia di investimento sicuro (safe haven). Il bond europeo sarebbe la risposta all’assenza di una politica di condivisione dei rischi all’interno dell’Eurozona. Nel contesto della crisi che ha morso l’economia e la finanza mondiale, gli investitori hanno spostato i loro assets sui prodotti ritenuti più sicuri, tipicamente i Bund tedeschi. Nel contempo la BCE ha messo a disposizione delle banche private prima, delle banche nazionali poi, una massa monetaria che è andata in larga parte ad assorbire titoli di stato del paese di appartenenza, privatizzando di fatto il debito pubblico e gonfiando i portafogli degli istituti di credito di obbligazioni governative.

L’assenza di titoli europei e la ricerca da parte degli investitori di sicurezza, ha spostato oltre 200 miliardi di euro verso l’Europa del centro-nord, facendo scendere contemporaneamente di 2/3 la domanda di BTP da parte di soggetti non finanziari. Il debito nazionale posto nelle banche è arrivato a quota 500 miliardi di euro, ma aumentando drammaticamente l’esposizione bancaria nel settore dei titoli sovrani. Il problema non è secondario e carico di incognite relative all’innesco di un circolo vizioso generato dal fatto che non avendo vincoli di investimento in base al risk grade, gli istituti di credito tendono all’acquisto di titoli del proprio paese. Può quindi verificarsi che i titoli del paese cedano valore provocando il deprezzamento dei titoli in portafoglio, la banca in questione si troverebbe meno solvibile inducendo lo Stato ad intervenire con una ricapitalizzazione indebolendo ulteriormente le finanze statali.

I gestori cercano la sicurezza in Germania e il rendimento in Italia, da qui lo spostamento in massa degli acquisti di titoli verso il nord Europa, basti pensare che Moody’s e S&P gratificano del rating AAA solo cinque paesi europei: Germania, Paesi Bassi, Austria, Finlandia e Lussemburgo. I dati del 2015 riportano che il debito pubblico di questi cinque stati era pari a 1.900 miliardi di euro (18% del pil Eurozona) contro 11.700 miliardi di dollari negli Stati Uniti (pari al 65% del pil). Si evidenziano quindi i due problemi cui la BCE vorrebbe porre rimedio, poco debito pubblico ‘sicuro’ ed il suo totale è distribuito in maniera asimmetrica concentrandosi in cinque paesi ad alto rating.

In questo scenario si inseriscono alcune variabili di cui è doveroso tenere conto, la riduzione progressiva ed il futuro termine del Quantitative Easing, con la necessità di sterilizzare i suoi effetti nel mercato dei bond, valutato attorno ai 500 miliardi di euro. Il rendimento dei Treasuries, i bond statunitensi, che ha superato la fatidica soglia del 3% (il bund tedesco viaggia allo 0,685%) diventando estremamente appetibile anche rispetto il mercato azionario. L’idea della BCE si è tradotta in una proposta della Commissione Europea al Parlamento che, se accolta, vedrà la nascita di una nuova tipologia di bond europei, puntando a spezzare il legame perverso tra paese emittente ed il proprio sistema bancario detentore del debito pubblico. Il rischio verrebbe condiviso con una dimensione globale ed un rating pari a quello americano. Si annullerebbe l’effetto altalena sugli spread tra bond statali dell’Ue e la fuga di capitali da Paesi deboli verso quelli più forti, evitando il riferimento come benchmark obbligazionario europeo al Bund tedesco, non casualmente proprio i tedeschi sono i più contrari alla nascita di un mercato europeo delle obbligazioni, che diminuirebbe l’afflusso di capitali verso il paese teutonico.

Nella pratica la proposta della Commissione prevede la creazione di due tipologie di European safe bond, l’European Senior Bond e l’European Junior Bond che saranno piazzati da una nuova agenzia di diritto privato. Mentre i Senior forniranno alta sicurezza e basso rischio, gli Junior godranno di alti rendimenti a fronte di un rischio elevato, le percentuali di collocamento saranno il 70% di EjB ed il 30% di EsB, il portafoglio degli EsBies sarà composto in proporzione alla partecipazione dei vasti Stati al capitale del fondo. La segmentazione dei Bond in due fasce, Senior e Junior, offre l’ulteriore sicurezza che in caso di problemi di insolvenza, il titolo subordinato Junior assorbirebbe il rimbalzo negativo.

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