Al via il Premio IAI per giovani talenti

I giovani rappresentano per l’Europa e non solo una risorsa, un motore per il miglioramento della Società. A fronte di tutto questo l’Unione Europea ha messo in atto, da tempo, tutta una serie di “politiche giovanili” con l’intenzione, in questo modo, di favorire il processo di crescita culturale, sociale, economica e professionale per le nuove generazioni. In questo senso tutti i singoli Stati nazionali della UE sono convinti che quello che occorra sia un approccio “globale e integrato” alla questione. E l’articolo 165 del TFUE, ricordiamo, vuole che l’azione dell’Unione Europea sia improntata “a incoraggiare la partecipazione dei giovani alla vita democratica dell’Europa”, ovvero la partecipazione a forme di democrazia rappresentative e alla Società civile.

Andando a ritroso la prima anticipazione di quello che sarà poi l’impegno dell’Europa per lo sviluppo di una politica comunitaria che sia attenta alle problematiche giovanili e che avvenga attraverso l’educazione e la cultura, l’idea di un’Unione sia non solo economica, ma che sia di “comunità” a tutti gli effetti e che riguardi, quindi, tutte le sfere della vita dei cittadini comunitari, dobbiamo andarla a rintracciare nei primi anni ottanta. E’, infatti, nel corso degli anni ’80 che sono creati i primi interventi significativi a favore dei giovani: del 1989 è il programma “Gioventù per l’Europa” (Youth in Action) fino ad arrivare all’Erasmus che ancora esiste ai nostri giorni. Tutte azioni che mirano ad integrarli nella Società, aiutandoli ad affrontare non solo le difficoltà e le pressioni che subiscono, ma anche le sfide e le trasformazioni della Società contemporanea.

L’idea e la sfida, per l’Unione, è che sia posto alla base di ogni politica e di ogni attività di promozione della partecipazione politica e civile delle nuove generazioni un “ambiente” culturale rispettoso della loro individualità in trasformazione, della diversità delle loro esigenze, delle loro aspirazioni e dei differenti contesti socioculturali di origine.

In questo contesto lo IAI (Istituto Affari Internazionali) ha deciso di dedicare proprio ai giovani il suo Premio internazionale di quest’anno: “Cosa significa l’Europa per te e come può essere migliorata?” (Premio IAI per giovani talenti per l’Italia, l’Europa e il mondo). Il Premio sarà assegnato ai migliori saggi sul tema “della realtà europea e globale”, per partecipare al concorso, rivolto a studenti e neo-laureati, si dovranno realizzare degli scritti in italiano o in inglese e inviarli entro l’8 luglio 2018 e inviarli all’Istituto. I lavori che si saranno aggiudicata la vittoria saranno pubblicati e al primo classificato sarà offerto uno stage retribuito presso l’Istituto.

Si legge in una nota dell’Istituto di motivazione del Premio che negli ultimi tempi “La UE è considerata, da larga parte dell’opinione pubblica, come il progetto di pace di maggior successo dei nostri tempi, fonte di prosperità e opportunità economiche, come la migliore opportunità, per i cittadini europei di rivendicare un ruolo più centrale in uno scenario internazionale dominato da grandi potenze. Ma ultimamente, la UE è spesso criticata e percepita nei suoi aspetti più vincolanti, talvolta rigidi e meno comprensibili, come una burocrazia costosa, austera e distante dai propri cittadini”.

Muovendo da queste considerazioni, lo IAI, per mezzo del Premio, vuol far sì che i cittadini si interroghino sul significato reale dell’Unione Europea sia nella propria vita di ogni giorno sia nella prospettiva più ampia di un futuro possibile che nell’evoluzione socio-politica delle vicende dello Stato cui appartengono e ancora in un futuro immaginario come si augurerebbero che si trasformasse l’Unione Europea per una nuova “Europa di cui essere cittadini orgogliosi e motivati da coscienza civile a essere partecipi, coinvolti e consapevoli con senso di appartenenza sociale e civile”.

Come fa presente Nathalie Tocci, Direttore dell’Istituto Affari Internazionali, Professore onorario all’Università di Tubingen e Special Adviser dell’Alto rappresentante Mogherini sulla “Nuova Strategia” di Politica Estera dell’Unione Europea: “…i giovani sono oggetto da anni di una crescente attenzione accademica per il ruolo che ricoprono nella politica internazionale. Ma non possono essere semplice oggetto di studio, alla luce del loro impatto sulle relazioni internazionali, devono diventare uno dei soggetti che occorre coinvolgere, con cui dialoghiamo e lavoriamo. Il nuovo premio internazionale IAI ha proprio questo come scopo”.

Questi erano gli auspici della Commissione Europea quando nell’aprile del 2009 presentò la Comunicazione: “Una Strategia dell’Unione Europea per investire nei giovani e conferire loro maggiore responsabilità. Un metodo aperto di coordinamento rinnovato per affrontare le sfide e le prospettive della gioventù” (COM – 2009-200).

E questo, in sostanza, è stato quello che il Consiglio dell’Unione Europea ha ribadito, quando, sulla base della Comunicazione del 2009, ha adottato la Risoluzione 2010-2018 su un quadro rinnovato di cooperazione europea in materia di gioventù, con la quale ha invitato sia gli Stati membri che la Commissione a cooperare per il periodo 2010-2018, definendo due obiettivi principali: maggiori e pari opportunità per i giovani nell’istruzione e nel mercato del lavoro; cittadinanza attiva, inclusione sociale e solidarietà per i giovani.

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