BR, gente maledetta

Nulla più di un fatto di cronaca efferato fissa nella memoria i nostri atti di quel determinato giorno. Adesso forse è più difficile dato che l’evoluzione della ferocia umana declinata in ogni luogo e ogni lago ci ha abituati al peggio. Una volta non era così; forse il drammatico evento dell’11 settembre 2001 è il punto del non ritorno, quando l’umanità tutta ha iniziato il suo inarrestabile declino.

Tutti, specialmente i romani, ricordano cosa stavano facendo il 16 marzo del 1978. Io ero a far compere con mia madre; all’epoca non vivevo a Roma e quando periodicamente ci tornavo era un’occasione per stare insieme e andare per negozi. I miei genitori abitavano in Via Cortina D’Ampezzo, molto vicino a Via Fani dove quella mattina un commando delle Brigate rosse rapì Aldo Moro e uccise la sua scorta.

Il sequestro avvenne fra le 9 e tre minuti e le 9 e cinque minuti, dopo 93 colpi d’armi da fuoco. Un paio di minuti di terrore che sconvolsero il nostro mondo. Era già un periodo duro pieno di fatti di sangue e di scandali; si parlava molto dello  scandalo “Lockheed” a causa di tangenti pagate dall’Azienda a politici di mezza Europa per vendere i propri aerei. Adesso roba di routine, non c’è giorno che non vengano arrestati corrotti funzionari, conosciuti politici e via dicendo. Allora uno scandalo esagerato che coinvolgeva alti papaveri tutti indicati nelle carte segrete di chi erogava tangenti con nomi di fantasia. Il giornale La Repubblica, in una sua inchiesta aveva addirittura accostato il nome di Antelope Cobbler anche a quello di Aldo Moro.

Antelope Cobbler doveva essere colui che faceva da testa di ponte tra l’azienda aereonautica statunitense ed il governo italiano ricevendo in cambio tangenti. E questo mentre Moro provava a fare un “governo di larghe intese”, frase ormai tristemente familiare.

Ma Aldo Moro quel Governo non lo fece mai: oggi si avvicina un anniversario, domani, quarant’anni dalla strage; e in nome della cronaca “regina della verità” ecco sfornare trasmissioni tv d’inchiesta dove i brigatisti diventano attori, dispensano perle, parlano della loro vita, espongono le loro opinioni. Io non l’accetto: assassini che hanno distrutto la vita di chi è restato a piangere i loro cari, gente schifosa che ha pagato forse il debito con la Giustizia ma non lo ha fatto certo con i figli, le madri, le mogli, i fratelli, le sorelle e anche gli amici di tutte quelle persone uccise.

Era un giovedì, una giornata qualunque. Io ero a fare spese con mia madre. Quarant’anni dopo vorrei che quella gente maledetta tacesse e basta.

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