Caso Morales, imbarazzo generale per la vicenda Snowden

L’errare forzoso dell’aereo del Presidente boliviano Evo Morales nello spazio aereo europeo ha scandalizzato l’America Latina, ma dimostra quanto sia improbabile che l’ex consulente in fuga, Edward Snowden, possa rifugiarsi nella Regione.

“Umiliazione”, “offesa”, “mancanza di rispetto”: diversi Paesi del Sudamerica, e non soltanto gli alleati del Presidente boliviano, hanno gridato a gran voce la loro indignazione per il brutto scherzo del quale è stato vittima Morales, e colto l’occasione per criticare così sia gli Stati Uniti che l’Europa. Anche  il Segretario Generale delle Nazioni Unite Ban Ki Moon, ha dichiarato lo scorso mercoledì 3 Luglio, “comprendere le preoccupazioni solevate dal Governo boliviano” in seguito allo scalo forzato dell’aereo presidenziale di Evo Morales. E si è dichiarato “sollevato che questo triste incidente non abbia avuto conseguenze per la sicurezza del Presidente Morales e del suo seguito”. Ma, secondo diversi analisti, sembra estremamente improbabile che Snowden possa recarsi in America Latina. L’Equador, il Venezuela, la Bolivia sono Paesi che amano sfidare gli Stati Uniti, è la loro base di scambio ideologico, ma nello stesso tempo, nessuno di loro vuole interrompere i rapporti con Washington. In effetti il prezzo da pagare sarebbe troppo alto. I Paesi latinoamericani sono perfettamente coscienti dell’effetto devastante di una rottura con gli USA. Per esempio, il Presidente dell’Equador Correa, che ha si teso una mano a Snowden, è “lacerato” nella sua decisione. Ama sfidare gli Stati Uniti e si sente un po’ come l’erede ideale di Hugo Chavez, ma è anche molto pragmatico e preoccupato affinché l’economia del suo Paese rimanga in buona salute. Il timing non è decisamente quello giusto. L’ex Ministro degli Affari esteri dell’Equador, Francisco Carrion, si chiede: “in termini pratici se l’aereo ufficiale del presidente di un Paese può vedersi privato dell’autorizzazione a sorvolare un territorio qualsiasi, con che mezzi Snowden potrebbe recarsi in America Latina?”. Effettivamente, anche se esiste una tradizione di diritto d’asilo molto radicata nella Regione, ed esistono convenzioni, in termini pragmatici sembra straordinariamente difficile che Snowden possa arrivare materialmente in Equador. Qualcuno ha fatto notare che molti Paesi d’America Latina hanno rifiutato “intelligentemente” a mischiarsi in questa controversia. Anche se molti di loro pensano che ci sono buoni motivi per credere che Snowden vada protetto,  creare un simile precedente sarebbe pericoloso perché gli Stati non vogliono proteggere persone che rivelano segreti di altri Stati, rischiando di diventare a loro volta vittima di qualche  “fuga” di notizie.  Evo Morales, sospettato di trasportare l’informatico americano Edward Snowden, rifugiato in un aeroporto moscovita, è rimasto bloccato per 13 ore all’aeroporto di Vienna, dopo essersi visto rifiutare l’entrata nello spazio aereo di diversi Paesi europei per via appunto dei rumors sul suo ricercatissimo passeggero. Il Presidente Boliviano ha detto essersi sentito “vittima di un rapimento durato 13 ore”, rapimento avvenuto “per volontà di Francia, Italia Portogallo e Spagna”. Questi Paesi sono anche stati severamente criticati in Sudamerica, convinta che siano stati “pressati” da Washington. Un centinaio di manifestanti hanno bruciato delle bandiere francesi a La Paz e lanciato sassi contro l’Ambasciata francese mentre alcuni deputati boliviani hanno chiesto l’espulsione degli Ambasciatori di Francia, Italia e Portogallo. Molti capi di Stato della sinistra sudamericana hanno chiesto che i quattro Paesi “incriminati” si scusassero pubblicamente. Invito perentoriamente rifiutato dal Ministro degli Affari Esteri spagnolo Garcia-Margallo che ha spiegato in un’intervista alla televisione nazionale che l’autorizzazione al volo era stata accordata, ma era anche scaduta per via del lungo scalo a Vienna, dovuto ai “divieti” francesi e portoghesi. Infatti, una seconda autorizzazione era stata data e l’aereo aveva potuto effettuare uno scalo tecnico alle Canarie. Il Presidente venezuelano Maduro ha, da parte sua, fatto sapere che un Ministro europeo, del quale non ha rivelato il nome, gli aveva rivelato che dietro a questo incidente c’era la CIA. Il Presidente uruguaiano Mujica ha replicato affermando che i loro Paesi non erano più colonie e meritavano rispetto “quando uno dei nostri Governi viene insultato, ci sentiamo tutti insultati”.

Ad oggi nessuno Stato sudamericano ha dato asilo a Snowden che continua a snocciolare notizie. Ora sembra essere il turno di Germania e Brasile. Secondo gli esperti, il caso Morales ha incrinato le relazioni tra il Sudamerica e l’Europa, mettendo in pericolo il suo riavvicinamento con l’UE che tanto ha bisogno di investire in quella Regione anche se Cile, Perù e Colombia hanno mantenuto le distanze, ma sono ormai in minoranza. Bloccato dal 23 Giugno nella zona transiti di Sheremetevo a Mosca, dove è arrivato da Hong Kong, Snowden ha chiesto asilo a più di 20 Paesi, ma si trova nell’impossibilità di spostarsi. Accordargli asilo sarà una decisione non priva di conseguenze, ha avvisato Obama.

© Futuro Europa

Condividi
precedente

Papa Francesco a Lampedusa

successivo

Dalai Lama: la Cina si ammorbidisce, forse

Rispondi

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *