Anche i commercialisti hanno un’anima (Film, 1994)

Maurizio Ponzi ci ha regalato le cose migliori della sua produzione alla guida di Francesco Nuti, poi la sua parabola da regista è stata un lento e inclemente decadere.

Anche i commercialisti hanno un’anima è uno dei punti più bassi del suo cinema, soggetto e sceneggiatura sono così modesti da finire per sprecare il talento di ottimi attori. Si tenta di fare una critica all’Italia di Tangentopoli, ma si rischiano retorica e luogo comune, soprattutto non si ride mai, e per una commedia è il difetto più grave.

In breve la storia. Roberto (Montesano) è un grigio impiegato con la passione del calcetto che manda avanti una stanca relazione con la superficiale Sonia (Ferilli, lo stesso anno dello stupendo La bella vita di Virzì). Carlo (Pozzetto) è un faccendiere milanese implicato in una serie di scandali che per non finire in manette si vede costretto a scappare in India. E proprio l’India – nella seconda parte del film – è il teatro dove Sonia consuma il tradimento con Carlo, invece di tentare di trovare sé stessa, guidata dalla santona Vukotic. In compenso Carlo incontra il cummenda Nicheli, comprende che anche in India è possibile gabbare la gente, sfruttando la credulità popolare.  Finale piatto, con il rientro in Italia, Roberto che gioca ancora al calcetto, adesso è solo, si è fatto amico di un bambino, che finalmente riesce a parlare. L’India ha compiuto un miracolo.

Film davvero modesto, uscito in piena crisi del cinema anni Novanta, che si ricorda per un’ottima fotografia indiana, al punto di sembrare una sorta di documentario, ma anche per una colonna sonora fastidiosa e per una tecnica di regia scolastica. Sceneggiatura e battute ai minimi termini. Pozzetto e Montesano provano a duettare ma non sono ben diretti, soprattutto non recitano battute efficaci. Meglio Ferilli e Vukotic, persino Nicheli nella solita caratterizzazione del cummenda. Non rivalutabile, neppure con tutta la buona volontà, ma da lasciare nel limbo da cui Sky l’ha fatto riemergere per la serata di Ognissanti.

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Regia: Maurizio Ponzi. Soggetto: Umberto Marino. Sceneggiatura. Franco Ferrini, Maurizio Ponzi, Enrico Vaime. Fotografia. Carlo Cerchio. Montaggio: Aiuto Regista: Ferzan Ozpetek. Musiche: Gino Bianchi, Corrado Rizza, Domenico Scuteri. Scenografia: Sergio Montanari. Costumi: Ezio Altieri. Genere. Commedia. Durata: 104’. Interpreti: Renato Pozzetto, Enrico Montesano, Sabrina Ferilli, Milena Vukotic, Maurizio Battista, Guido Nicheli, Paolo De Vita, Franco Odoardi, Pina Cei, Gianna Paola Scaffidi, Antonio Francioni, Francesco Lodolo, Carlotta Aggravi, Maurizio Marsala, Daniele Falleri, Massimiliano Amato, Antonello Morroni, Memo Dini, Gaby Ford, Patrizia Leonet, Elena Paris, Maria Rosa Spagnolo, Nadia Mayer, Pietro Benedetti, Felice Casciano, Dario Troiani.

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[NdR – L’autore dell’articolo ha un suo blog “La Cineteca di Caino”]

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