Gallitelli chi?

Ho guardato l’intervista di Berlusconi da Fazio con un misto di ripugnanza, involontaria simpatia e stupore. Il personaggio è veramente incredibile. Da 23 anni in politica, più volte sconfitto, ridicolizzato nel mondo, condannato dalla Giustizia, dimentico del disastro in cui ha lasciato l’Italia il suo ultimo governo, è ancora in scena, con i suoi capelli tinti e il cerone, il sorriso falso e le eterne battute. Ma vivo e vegeto, scodinzolante, pronto a candidarsi come l’uomo del futuro, anzi “del presente”. Come dicono i francesi: “Chapeau!”.

Le sue debolezze sono mondialmente note, ma la sua capacità di rinascere è indubbia, perché è straordinaria la sua capacità di intuire l’aria del tempo, di captare sentimenti e idiosincrasie della gente e assecondarle. Il suo teorema politico è di una geniale semplicità: la sinistra si sta distruggendo da sola, l’unico in grado di farla vincere, Matteo Renzi, è anche quello che la divide; Lega e 5 Stelle vanno forte, ma in fondo molta gente ne ha paura e cerca una soluzione moderata. E chi c’è sulla piazza se non lui?

Da tempo penso e scrivo che tra i  suoi molti peccati verso il Paese c’è quello di non aver favorito nessuna successione interna a Forza Italia. Lo ha fatto senza averne l’aria, anzi lanciando di tanto in tanto qualche nome, per poi bruciarlo. Ci ricordiamo quello che ha fatto con Alfano, incoronato delfino e poi scartato? Con Tosi? Con Parisi? A un certo punto è parso lanciare Tajani, che però ha intelligentemente declinato l’onore.

Ora, a sorpresa, ha tirato dal cilindro il coniglio più atteso: il Generale Leonardo Gallitelli. Ma chi è? Può un uomo della furbizia politica di Berlusconi pensare veramente di farne il leader del centro-destra? È evidente che no! Una proposta così assurda non può avere che una spiegazione: dimostrare in modo lampante che, al di fuori di Berlusconi, c’è il vuoto. Da Fazio ha detto di credere che la Corte di Strasburgo stabilirà la non retroattività della Legge Severino e quindi gli darà ragione. Non è affatto da escludere. Il professor Coppi, grande giurista che stimo enormemente, ne è fiducioso. Se questo accadrà, nessuno potrà o vorrà negare a Berlusconi la candidatura a Palazzo Chigi e persino Salvini dovrà abbozzare. E in tanti dimenticheranno tutto e lo sosterranno, per la eterna teoria del meno peggio. Persino Eugenio Scalfari lo preferisce a Di Maio. Tutto un programma! E se no? Chi sarà in grado di controllare i leghisti e allo stesso tempo battere i grillini? Il generale Gallitelli?  Un’idea del genere parrebbe più una burla che altro, ed è l’ennesima dimostrazione della leggerezza dell’ex-Cavaliere nel compromettere nomi di persone che per il loro rispettabile passato meritano altro.

Ma poi, dopotutto, chissà, forse un ufficiale dei Carabinieri, che ha governato l’Arma con successo, potrebbe essere quello che ci vuole per l’Italia,  se non altro per renderla più ordinata e un po’ più seria. Meglio comunque dei vari Di Maio e Salvini.

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