Salvini e Berlusconi, nuova tregua?

Il leader leghista lo ha chiamato il 29 settembre per fargli gli auguri di compleanno, ma la telefonata al Cavaliere è servita anche per riprendere una sorta di pace armata per tentare di ricostruire nuovamente assieme il Centrodestra.

Negli ultimi mesi i due massimi esponenti del lato destro del Parlamento si sono pizzicati a suon di articoli sui giornali con accuse e controaccuse che sembravano lasciare poco spazio ad una riappacificazione. Non solo. Gli ultimi incontri che sembrano aver riaffermato la centralità di Forza Italia e di Berlusconi all’interno del Partito Popolare Europeo, insieme alla possibilità che la Corte di Strasburgo riabiliti politicamente il Leader Azzurro, sembrano aver messo in allerta Matteo Salvini.

E la chiamata di venerdì scorso probabilmente fa emergere proprio queste preoccupazioni, anche in ottica leadership del Centrodestra. Sembrerebbe che alla telefonata seguiranno anche alcuni incontri per ribadire la volontà di portare alla prossima tornata elettorale il Centrodestra unito.

Se l’intesa sul nuovo testo della legge elettorale dovesse concretizzarsi, con l’inserimento dei premi alle coalizioni, i dubbi di Berlusconi sulle alleanze potrebbero dissiparsi totalmente, anche in virtù dei sondaggi elettorali che vedono la coalizione guidata da Forza Italia e Lega saldamente in testa rispetto a Partito Democratico e Movimento 5 Stelle.

Soltanto un altro stop sulla legge elettorale potrebbe rimescolare le carte in gioco. Infatti, se gli accordi tra Lega, Forza Italia e PD dovessero venire meno e si dovesse votare con l’Italicum aggiustato, Berlusconi potrebbe essere tentato da una corsa in solitaria per un Governo di larghe intese con Matteo Renzi anche per scongiurare possibili attacchi finanziari a fronte dell’ingovernabilità.

Di fatto i due leader dei principali schieramenti del Centrodestra dovranno riuscire a sbrogliare la matassa del programma, dei candidati ma soprattutto degli alleati. Già, perché se l’ultima Direzione nazionale di Alternativa Popolare, con la nomina di Maurizio Lupi come Coordinatore Nazionale, ha dato di fatto un chiaro orientamento politico al partito di Alfano, Salvini continua a diffidare da coloro che viaggiano a maggioranze alterne a seconda dell’area geografica e della convenienza politica.

Sicuramente, con lo sviluppo delle coalizioni nella Legge elettorale, le pur basse percentuali del Ministro degli Esteri potrebbero fare la differenza in ottica sia maggioritaria che proporzionale. Salvini dovrà probabilmente cedere  all’alleanza, magari a fronte della guida della coalizione come candidato premier che promuoverebbe una rivincita populista in Europa.

Insomma, gli scenari non mancano e le porte rimangono aperte per tutte le vie di fuga considerando la difficoltà dei rapporti politici e l’estrema fragilità degli accordi sia dentro che fuori il Parlamento. Come più volte ribadito, uno spartiacque fondamentale sarà quello delle Elezioni Siciliane insieme alla possibile approvazione della riforma della Legge elettorale.

Se tutto dovesse andare come i sondaggi prevedono, il Centrodestra dovrebbe accantonare le proprie divergenze e iniziare subito un percorso condiviso che potrebbe, dati alla mano, riportarli alla guida del Paese nella prossima Primavera.

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