Lobby, nuove regole in arrivo

Il fenomeno lobbistico nell’Unione Europea è quanto mai vario e ricco di sfaccettature e di non poco conto nel quadro istituzionale europeo. Le lobby, sfruttando le diverse opportunità di accesso garantite dal particolare meccanismo politico-istituzionale dell’Unione Europea “multilivello”, dalla fase di “agenda setting” fino alla conclusione del processo politico-legislativo, selezionano ogni volta l’obiettivo più consono e utilizzano le tecniche e modalità più confacenti di approccio per ciascuna Istituzione.

La Commissione, il Parlamento Europeo, il Consiglio Europeo, ciascuno per quanto di propria competenza e in virtù dei propri poteri e del proprio ruolo nel processo decisionale e per quanto è in relazione alle proprie scelte politiche oltre che giuridiche, definiscono il raggio d’azione entro il quale le lobby operano.

A seguito della “Better Regulation Agenda: Enhancing transparency and scrutiny for better EU law-making” con cui la Commissione Europea ha determinato, nel Maggio del 2015, di adottare una regolamentazione che migliorasse e aumentasse l’apertura e la trasparenza oltre che il controllo, in seno alla UE, per una legiferazione più efficace, parallelamente alla qualità delle nuove leggi ed emendamenti, in un’ottica di continua promozione della revisione delle leggi esistenti, in modo che le politiche dell’Unione diventino sempre più finalizzate a raggiungere gli obiettivi prefissati con efficacia ed efficienza, sembra essere arrivato il momento in cui le nuove regole volute dalla Commissione stiano per entrare in vigore.

Stiamo parlando di obbligo di iscrizione al “Registro Europeo per la trasparenza”, altrimenti noto come “Registro delle Lobby”, obbligo di rendicontazione di tutte le attività, sanzioni severe per chi non rispetta le regole approvate. Il lavoro a monte è stato lungo e laborioso: anni di tessitura degli interessi coinvolti, cercando di contemperarli, dibattiti e trattative complesse, una consultazione pubblica.

Manca solo il dibattito in sede di Parlamento Europeo, previsto entro il prossimo autunno. Il testo del Registro è stato presentato a Bruxelles nel corso di un incontro convocato dalla Vicepresidente del Parlamento Europeo, Sylvie Guillamme, e dalla Presidente della Commissione Affari Costituzionali del Parlamento, Danuta Hubner. Il tutto è la testimonianza della volontà della Commissione Europea a guida Juncker di ristabilire un rapporto di fiducia nelle Istituzioni europee per i cittadini dell’Unione.

La proposta di Accordo Interistituzionale, che è alla base della Revisione del registro della trasparenza delle Organizzazioni e dei liberi professionisti impegnati nell’elaborazione e nell’attuazione delle politiche dell’Unione attualmente in vigore, ricordiamo, fu presentata da Frans Timmermans. La Commissione è intenzionata ad estendere il Registro anche al Consiglio così da ampliare la rappresentanza degli interessi presenti nelle Sedi UE, offrendo ai cittadini una panoramica ancora più ampia e che tenga conto dei vari momenti dell’intero iter legislativo dell’Unione.

In questo Registro, com’era nelle intenzioni dello stesso Timmermans, si è voluto fare in modo che si definissero meglio coloro che vi dovranno essere iscritti e coloro che ne devono essere esclusi; si dovranno specificare esaurientemente in cosa consistono le attività di rappresentazione di interessi e di pressione; si dovranno elencare le varie possibili interazioni con le Istituzioni subordinate alla registrazione con l’indicazione che saranno le stesse Istituzioni, coinvolte di volta in volta, a dover monitorare il rispetto delle regole stabilendo gli altri ambiti di azioni che emergeranno nel tempo; dovranno essere i soggetti, che richiedono l’iscrizione al registro, a dover dimostrare di aver i requisiti essenziali necessari per perfezionarla; saranno poi avviate su segnalazione o a seguito dell’iniziativa del Segretario Generale indagini sul rispetto del Codice di Condotta degli iscritti. Un comportamento non conforme a quanto definito nel Codice di Condotta può portare ad una sospensione temporanea degli iscritti o alla loro rimozione definitiva dal Registro. Registro per la Trasparenza la cui adozione è necessaria oltre che negli Uffici e Istituzioni dell’Unione Europea anche alle Rappresentanza Permanenti presso la UE.

Le nuove norme sulle modalità di selezione dei gruppi di esperti a carattere consultivo, che forniscono competenze esterne per contribuire al processo di elaborazione delle politiche, le norme e i principi, di cui dicevamo, per accrescere la trasparenza, per evitare i conflitti d’interessi e garantire una rappresentanza equilibrata degli interessi, hanno carattere vincolante per tutti i vari Uffici e settori d’intervento della Commissione.

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