Berlusconi lancia il programma e chiama all’unità

Sabato scorso è stato il ritorno di Silvio Berlusconi su un palco per la manifestazione organizzata dai Giovani di Forza Italia in Lombardia. L’evento è stato l’occasione per l’ex premier di rilanciare intanto il proprio ruolo di padre nobile del centrodestra ma anche di presentare le prime linee guida di un programma elettorale, a detta del Cavaliere, condiviso nella sostanza con Meloni e Salvini.

Berlusconi ha di fatto rilanciato l’unità del centrodestra sostenendo che le divergenze non devono essere tali da mettere in discussione l’alleanza storica che nel 2008 ha visto la coalizione superare il 40% dei consensi. Il leader di Forza Italia ha confermato inoltre l’esistenza di una costante interlocuzione con gli altri leder mostrandosi fiducioso per il futuro sia della coalizione che soprattutto per la condivisione dei contenuti.

E proprio di contenuti ha parlato durante la kermesse azzurra lanciando “l’albero della libertà” quale strumento base per il rilancio del progetto comune di centrodestra. Per sostenere l’alleato Salvini, e per la prima volta pubblicamente, ha parlato di “meno Europa” e della Lira come moneta parallela. Temi questi cari al leder del Carroccio sostenendo come, a fronte di visioni diverse, si possano ugualmente trovare soluzioni comuni. L’impianto liberale del “meno tasse” e “meno stato” sono tornati ad essere i principi fondanti che avevano già ispirato il manifesto del ’94 e che ancora oggi sembrano avere una solida base condivisa.

Nel suo lungo intervento Berlusconi ha anche detto di aver condiviso con gli alleati la squadra di Governo che sarà composta per la maggior parte da “volti nuovi”, gente della società civile, che presterà temporaneamente le proprie competenze professionali alla politica e che, sui 20 uomini di governo, solo otto saranno espressione dei partiti.

L’ex Presidente del Consiglio sembra aver così iniziato la propria campagna elettorale, rilanciando, come nel 1994, il ruolo della società civile all’interno del panorama politico, proprio in contrapposizione alla crisi che, come allora, sta colpendo la classe politica italiana.

Insomma, un Berlusconi in gran spolvero (a detta dei presenti) che sembra aver ritrovato le motivazioni per tornare a dire la propria sia nel centrodestra che nel panorama politico generale. Se come descritto, l’accordo sul programma è in fase di “definizione dei dettagli” e si dovesse veramente annunciare l’alleanza, resterebbe da definire solo come intervenire sulla Legge elettorale per eliminare il premio alla lista.

Giorgia Meloni e Matteo Salvini, nel loro silenzio, sembrano voler dare una chance a Berlusconi, che venendo incontro alle richieste “estreme” di Lega e Fratelli d’Italia, si gioca buona parte del consenso moderato, ma che forse potrebbe appassionare chi oggi mostra totale disaffezione per partiti e politica in generale.

In ogni caso, finché il PD non avrà deciso il proprio Segretario, strategie e alleanze saranno congelate anche se va detto che oggi nel centrodestra c’è la consapevolezza che solo uniti si può giocare la partita.

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