Uscire allo scoperto

Mi ha molto colpito l’intervista alla senatrice Pdl Manuela Repetti, pubblicata sabato dal Corriere: ”Quando guardo Quagliariello e quelli come lui – la Lorenzin, la De Girolamo, Lupi – sa a cosa penso? Vado oltre la politica, precipito nel sentimento e mi chiedo: ma la riconoscenza? Certi valori condivisi fino a due mesi fa? Possibile che per opportunismo, si possa ignorare il passato?“.

La dichiarazione in sé non ha destato scalpore. Così come non è nuova l’accusa di irriconoscenza in politica, pronta a scattare ogni volta che qualcuno cambi idea, sulla base di un confronto politico chiaro e trasparente, e faccia venire meno il suo sostegno, costituzionalmente definito libero, legittimo e indipendente, a chi ritiene di averne bisogno. E’ pur vero che ultimamente qualche defezione molto pesante sia avvenuta per questioni di interesse, piuttosto che di coscienza; comunque sia, il marchio di infamia arriva e c’è poco da stupirsi. Eppure è proprio la posizione di Quagliariello ad essere molto interessante, specie se si tiene conto di quello che ha detto in questi giorni. Lui stesso, infatti, ha ricordato più volte che Berlusconi decadrà comunque, se non per il voto sull’applicazione della legge Severino, senz’altro per l’interdizione dai pubblici uffici. Il che equivale a dire che per Quagliariello sull’indisponibilità futura del Cavaliere non si discute, è solo questione di tempo.

Una posizione netta ma anche molto chiara che, per chi fa o dovrebbe fare politica, non è possibile banalizzare con attacchi di natura personale e/o sentimentale, per dirla alla Repetti [compagna di Sandro Bondi, NdR]. Perché il nodo resta profondamente politico. La possibile soluzione la indica lo stesso Quagliariello: posto che il Pdl (e Forza Italia, una volta che la riattivazione sarà compiuta) ”nei prossimi dodici mesi deve innanzitutto lavorare sodo per il Paese”, il passo successivo dovrebbe essere “affidarci allo strumento delle primarie’. Uno strumento che già una volta era stato preannunciato e che è stato tolto di mezzo non appena Berlusconi ha fatto capire che il leader alle elezioni sarebbe stato ancora lui.

Se ci saranno le primarie, è chiaro che un primo importante risultato sarà ben visibile a tutti. Le diverse anime dei moderati italiani dovranno emergere in superficie e darsi finalmente battaglia sotto la luce del sole, senza dover più temere l’ira del padrone. Liberali, Popolari, Repubblicani, hanno un’importante carta da giocarsi. In più sarà possibile – e per molti liberatorio – assicurare una rappresentanza alla destra-destra, magari confinandola ad una presenza che però non vincoli alcun progetto di governo del Paese.

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