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Parchi: Wwf, 25 anni fa legge quadro ora c’è rischio riforma ‘Scritta senza condivisione mondo ambientalista’ – “Venticinque anni fa la legge sui parchi nasceva grazie al consenso di un Parlamento unito per il bene della natura italiana. Nel 2016 invece una riforma scritta senza la condivisione del mondo ambientalista rischia di compromettere il futuro dei parchi” del nostro Paese. Così il Wwf Italia. “Quello di oggi è un anniversario importante”, dichiara la presidente del Wwf Italia Donatella Bianchi parlando della riforma che – afferma – non tiene di “una sensibilità ormai radicata nell’opinione pubblica”, con il rischio di “consentire speculazioni economiche e gestioni localistiche, di affidarne la rappresentanza e la gestione alla politica locale”. “Ma l’aspetto più grave della modifica approvata dal Senato – osserva Bianchi – è quello dello Stato centrale che si ritira dai suoi compiti costituzionali, che delega agli enti locali scelte e strategie di interesse nazionale: se la riforma dovesse proseguire il suo cammino com’è stata approvata al Senato allora in questo 25esimo anniversario ci sarebbe davvero ben poco da festeggiare. Il Wwf – conclude – sarà in prima linea per far sì che i parchi continuino ad essere un tesoro nazionale”. (ANSA).

Natura sempre più povera, governi chiamati a azione urgente Appello del Wwf per la Cop13 sulla biodiversità a Cancun – La natura si sta impoverendo “eppure ci fornisce cibo, acqua, aria pulita, energia, rimedi medicinali, svago e cultura”. Nel ricordarlo, il Wwf avverte: “L’erosione della biodiversità procede a ritmi allarmanti”. E lancia un appello ai governi in occasione della 13/a Conferenza Onu sulla biodiversità, da domani al 17 dicembre a Cancun, in Messico: “Servono azioni concrete urgenti per non erodere la ricchezza della vita e rispettare gli obiettivi globali” indicati nel 2010 ad Aichi, in Giappone. Sei anni fa, 196 paesi raggiunsero un accordo su una serie di sforzi per migliorare la condizione dei principali sistemi naturali, tra cui acqua dolce, foreste e oceani, e il sostegno della fauna selvatica in tutto il mondo. Ma al vertice di Cancun, afferma il Wwf, solo il 5% dei paesi sarà sulla buona strada per raggiungere i Target di Aichi. Il monitoraggio di 14.152 popolazioni distinte di 3.706 specie di vertebrati dimostra che sono diminuite del 58% tra il 1970 e il 2012, secondo il recente Living Planet Report del Wwf. Un esempio per tutti è quello dell’elefante africano, stroncato dal bracconaggio alla media di 20.000 esemplari l’anno per l’avorio. Nel 1970, ricorda il Wwf, ne esistevano piú di 1.400.000 individui, oggi ne restano intorno a 450.000. L’assemblea di Cancun si rivolgerà proprio a quelle nazioni che sono ben lontane dal rispettare gli obiettivi stabiliti a livello di Nazioni Unite, e che scadranno alla fine di questo decennio, dedicato dall’Onu proprio alla biodiversità. “Il mondo ha un accordo e un piano collettivo su come fermare la perdita di biodiversità, ma ogni singola nazione non lo ha ancora tradotto in livelli adeguati di ambizione e impegno concreto”, afferma Deon Nel, Global Conservation Director del Wwf. Secondo l’associazione del panda, “la conservazione della biodiversità rimane un tema minoritario nella programmazione economica nazionale. L’ambiente viene sfruttato per guadagni immediati, erodendo il potenziale ambientale a lungo termine offerto dai servizi ecosistemici”. Un recente studio del Wwf prevede che entro il 2020 le popolazioni di fauna selvatica potrebbero diminuire di due terzi dai livelli del 1970. “Non possiamo ribaltare questo trend in quattro anni, ma dobbiamo andare a Cancun con l’obiettivo comune di raddrizzare fortemente il timone verso la direzione giusta”, dichiara Nel. Il Wwf auspica che i governi a Cancun decidano di raddoppiare gli investimenti destinati alla conservazione e che la conservazione della biodiversità sia tenuta in conto nelle decisioni strategiche, in particolare in quelle riguardanti l’agricoltura, la pesca, la gestione forestale e il turismo. (ANSA).

Nasce Parchi a impatto zero, risorse per progetti ambientali Accordo tra Federparchi, FITS! e Rinnovabili.it – E’ stata firmata questa mattina la Convenzione Parchi a Impatto zero, accordo tra Federparchi (Federazione Italiana Parchi e riserve naturali), FITS! (Fondazione per l’Innovazione del Terzo Settore) e Rinnovabili.it (piattaforma multimediale di informazione sulla sostenibilità ambientale) dedicata allo sviluppo di un nuovo modello di sostegno finanziario per i progetti ambientali. Con Parchi a Impatto Zero, spiega una nota, prende il via un nuovo progetto dedicato al supporto di iniziative di conservazione, sviluppo e tutela del patrimonio ambientale e territoriale. L’obiettivo della Convenzione è di creare un modello di sostegno tecnico e finanziario per gli interventi di sostenibilità ambientale e sociale nei Parchi e nelle aree protette. In particolare, Parchi a Impatto Zero promuoverà la costruzione di modelli di partenariato pubblico-privato basati sul Project Financing sostenendo i promotori di progetti di sostenibilità ambientale e sociale in tutte le fasi realizzative e finanziarie: progettazione, valutazione di fattibilità, studio dei meccanismi finanziari, snellimento dell’iter burocratico e reperimento di fondi. La convenzione interesserà, per i prossimi due anni, i Parchi e le Riserve Naturali con l’idea di replicare in un futuro prossimo l’esperimento anche ad altre comunità ed enti locali. Il modello di intervento si focalizzerà su nove aree: efficientamento energetico, impiego delle rinnovabili, abbattimento degli inquinanti, biodiversità, mobilità sostenibile, interventi edilizi a basso impatto, innovazione tecnologica, creazione di start up e nuovi modelli gestionali dei servizi, sostenibilità ambientale.(ANSA).

©Futuro Europa®

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