Politici in TV

Un’altra settimana infuocata quella dei politici italiani in TV. Voto palese sulla destituzione del senatore Berlusconi, “bordate” di Matteo Renzi e esternazioni di Grillo su Napolitano alcuni tra i temi più seguiti.

Nella puntata di “Porta a Porta” del 30 ottobre si sono scontrati Linda Lanzillotta, artefice del voto decisivo della Giunta delle elezioni e immunità parlamentari (7-6) per adottare il voto palese e non segreto sulla decadenza o meno di Berlusconi. “Ho deciso solo alla fine, dopo avere ascoltato tutta la vicenda di votare come ho votato, è stata una scelta consapevole e del tutto libera, nessuna direttiva di partito. Altri hanno avuto una posizione di schieramento. La disposizione sulla decadenza nella Legge Severino viene applicata per la prima volta, quindi non ci sono precedenti – ha detto l’esponente di Scelta Civica, Vicepresidente del Senato – non c’è una norma del Regolamento della Giunta del Senato e tutte le indicazioni che si possono derivare della Giurisprudenza, sia dalle sentenze del Tar sia della Sentenza della Corte d’appello di Milano che ieri invocava il presidente Nitto Palma, dicono che la decadenza attiene alla definizione dello status di parlamentare, sul fatto che abbia i presupposti per appartenere all’assemblea. E quindi, in quanto tale, la decisione non è sulla persona ma sullo status di parlamentare”.

Maurizio Gasparri  (PdL, anch’egli Vicepresidente del Senato): “Il  14 ottobre Lanzillotta dichiarava che il voto segreto ha storicamente tutelato la libertà di giudizio dei singoli parlamentari. L’art.113 del Regolamento del Senato dice, al comma 3, che sono effettuate a scrutinio segreto le votazioni comunque riguardanti persone e le elezioni mediante schede. Poi ci sono dei precedenti, la sen. Bernini che è della Giunta e del PdL, non ha ragionato per ragioni di schieramento ma ha ricordato come nel caso del sen. Di Girolamo, il 29 gennaio 2009, si è votato a scrutinio segreto in vicende paragonabili a questa. Noi sosteniamo che la Legge Severino non può essere applicata retroattivamente, c’è la violazione dell’art. 25 comma 2 della Costituzione; questa vicenda è di una gravità tale che rasenta quasi l’attentato alla Costituzione: chi agisce in questa direzione compie una violazione. La cosa non finisce qui”.

Matteo Renzi, nella puntata del 25 ottobre di Otto e Mezzo, collegato dalla convention della Leopolda a Firenze, ha parlato equamente di Primarie e equilibri politici col PdL. “Se dobbiamo parlare del PdL ha sbagliato ospite – ha esordito Renzi in risposta a Lilly Gruber – più il centrosinistra si preoccupa di sé stesso e non degli altri e meglio è. Non si capisce che cosa succede nel PdL ma so che il centrosinistra vincerà se smetterà di parlare di ciò che fanno loro. Anzi, vedo una cosa divertente che per la prima volta Berlusconi insegue noi: dice di convocare il consiglio nazionale l’8 dicembre come il congresso del PD, se poi fanno anche le Primarie diventiamo una democrazia compiuta sia noi che loro”.

Renzi è un fiume in piena  e parla della necessità di concretezza e di aprire il PD agli amministratori e non solo ai burocrati e ai funzionari di partito. Poi spiega la sua prima azione se sarà il nuovo segretario del PD: “La prima cosa che farò se sarò eletto segretario del PD sarà quella di vedere se c’è un bluff sulla riforma costituzionale andando a vedere le carte. L’obiettivo prioritario è anche quello di rendere semplice l’Italia. Nelle scorse Primarie chi ha vinto poi non ha vinto le elezioni: serve avere la curiosità di tornare a raccogliere i voti degli altri. Non mi piace quella Sinistra che parla solo ai propri elettori ma a tutti: come Obama”.

Beppe Grillo, dal canto suo, si scaglia contro il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ai microfoni di TgCom24: “Napolitano è un presidente di parte ed è sconveniente che prenda decisioni senza ascoltare noi che rappresentiamo 9 milioni di persone. Questo Paese – ha continuato – ce lo dobbiamo riprendere: lo Stato non c’è più. Lo Stato non c’è e quando c’è la gente lo percepisce con ansia. Si rappresenta come Equitalia, la burocrazia, le tasse. Non abbiamo più tempo di giocare”, ha ribadito.

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