Parisi contro Forza Italia

Il rapporto tra Forza Italia e Stefano Parisi continua a farsi sempre più teso e le strade del movimento di Berlusconi e dell’ex manager di Fastweb sembrano sempre più divise. Mentre continua il tour in giro per il Paese del suo progetto “Energie per l’Italia”, le  dichiarazioni rilasciate sui giornali alimentano ulteriormente le frizioni con la dirigenza Azzurra. A molti non sono piaciute le uscite sul fallimento della classe dirigente attuale e le necessità di totale rinnovamento. Affermazioni che hanno cominciato ad indispettire anche chi fino ad ora aveva  visto con simpatia l’avvento di Parisi.

Dal canto suo Berlusconi si trova in mezzo a due fuochi: la decisione di non dare a Parisi nessun incarico ufficiale in Forza Italia ha in parte stemperato le agitazioni, ma dall’altra sembra confermare l’intenzione di lasciare in vita il partito e lasciarlo lentamente morire da solo, investendo sul nuovo format parisiano. Decisione resa più evidente anche dal silenzio dell’ex Cavaliere sul tema. Qualche articolo di giornale ha tentato di incalzare l’ex premier rispetto alla posizione di Parisi, ma senza risultato e questo silenzio ormai comincia ad essere sempre più assordante.

Gli azzurri da questo limbo sembrano aver trovato una relativa unità, sia sul fronte del no, che non entusiasma ne Parisi ne il “Partito Mediaset”, sia sulla volontà di non farsi fagocitare dall’ex candidato sindaco di Milano In questa fase è evidente che la certezza di avere ancora come guida Berlusconi sono di molto ridotte rispetto a qualche anno fa e nonostante molti sappiano che il destino del movimento azzurro sia sostanzialmente segnato, rimangono aggrappati, anche a fronte dell’incertezza e dei dubbi che il progetto Parisi ancora presenta.

Insomma il gelo nella galassia berlusconiana anticipa l’inverno metereologico ed è chiaro che, ancora una volta, la svolta potrebbe arrivare dalle urne del 4 dicembre. Se dovesse vincere il no, Parisi potrebbe accelerare la propria ascesa e finalmente sciogliere le riserve sulla volontà di fare un nuovo movimento nel centrodestra. Dall’altra parte non si può certo trascurare il fatto che ancora in Forza Italia, molti dei dirigenti “da rottamare” possono ancora contare su un nutrito consenso elettorale che sarebbe indispensabile a Parisi.

I presupposti per trovare una soluzione che accontenti tutti ancora non sembrano esserci, Forza Italia è in rivolta, Parisi non cede, ma la volatilità della politica di questi tempi potrebbe nel breve periodo far trovare sinergie comuni. Oggi è difficile ma al 4 dicembre potrebbero cambiare molte cose.

©Futuro Europa®

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