The future of science

Ha appena chiuso i battenti la XII edizione della Conferenza mondiale The Future of Science: “Rivoluzione digitale: cosa sta cambiando per l’umanità?”. Una tre giorni di full immersion, in cui i super esperti del settore si sono incontrati per discutere di Big Data e Rivoluzione digitale.

La Conferenza, a cadenza annuale, ha lo scopo di esaminare l’importanza dello sviluppo scientifico come strumento per migliorare la qualità della nostra vita e di delineare il nuovo profilo per quella che può essere la “Scienza” nel terzo millennio. Rivoluzione digitale che rappresenta uno dei fenomeni più attuali che stiamo vivendo, con le sue trasformazioni profonde e radicali a tutti i livelli e che apre scenari inesplorati di collaborazione tra uomo e macchina.

E’ là dove “scorrono i dati” che si trova la “sorgente” di un “tesoro” ancora in larga parte nascosto, che aspetta di essere interpretato, trasformato in informazioni utili per l’umanità, per la sua salute: i Big Data. Ed è sempre grazie ai Big Data che entro breve tempo la Medicina e la Scienza saranno oggetto di trasformazioni tanto drastiche quanto definitive. Nuove interazioni e frutti del progresso scientifico e tecnologico da cui sono scaturiti e sempre più scaturiranno problemi che ad oggi non sono ancora esaminati in modo compiuto nella Società.

Ci troviamo alle prese con una situazione contraddittoria: da una parte la Scienza amplifica il suo ruolo e la sua importanza capillarmente in ogni aspetto delle nostre vite e dall’altro la Società non sembra averne consapevolezza e sembra che in certo modo non sia cosciente delle implicazioni a breve e lungo termine del progresso scientifico e, in particolare, sembra sottovalutare la portata delle conseguenze sociali, economiche e culturali della rivoluzione tecnologica continua che stiamo vivendo e che modifica profondamente i suoi equilibri. “E’ importante la ricerca e investire in ricerca” – come dice Alessandro Curioni, Vice Presidente europeo e Direttore di IBM Research -, ma non solo “…è fondamentale saper analizzare i dati e investire in questo senso. Tutto quello che non è sottoposto ad analisi successiva viene perso o buttato via”. Continua illustrando come si si, ormai, entrati nella terza era informatica: quella del “Cognitive Computing”, l’epoca della macchine che apprendono automaticamente, che ragionano in autonomia, che elaborano un linguaggio naturale, conversano, interagiscono con l’uomo e dialogano.

The Future of Science, promossa dalla Fondazione Umberto Veronesi, dalla Fondazione Silvio Tronchetti Provera e dalla Fondazione Giorgio Cini, è stata una full immersion, dicevamo, ambientata nell’Isola di San Giorgio Maggiore , sede della Fondazione Giorgio Cini, in cui scienziati del settore, Professori universitari ed esperti  di fama internazionale nei vari ambiti e discipline si sono riuniti per affrontare le questioni più urgenti che sono concatenate alla trasformazione digitale in atto, dei cambiamenti a livello sociale, culturale, medico  e scientifico, che rappresentano l’elemento portante del momento storico in cui siamo attualmente immersi e dei mutamenti socio-culturali che tanto fortemente lo caratterizzano.

Platea e parte in causa chiamata a interagire sono stati scienziati, filosofi, teologi, industriali, politici, economisti, giornalisti e studenti interessati alle conseguenze sociali, economiche, politiche e allo sviluppo scientifico costante. A esserne oggetto sono tutte le fasi della vita della nostra vita con conseguenze dal punto di vista dell’evoluzione della collaborazione uomo-macchina ancora non conosciute e dai risvolti inesplorati.

Ma non ci sono solo i risvolti del “Cognitive Computing”. Con Sheila Jasanoff, Pforzheimer prefessor degli Studi di Scienze e Tecnologia presso la Jfk School of Government dell’Università di Harvard l’attenzione va a uno sguardo più “umano e al risvolto sociale dei dati”, delle informazioni che la rete assorbe da noi e alle “tracce” che disperdiamo in maniera frammentata anche senza averne consapevolezza. La sfida attuale con cui ci troviamo alle prese è produrre un “cittadino nuovo” che pensi in modo corretto nell’era digitale. Alessandro Curioni e Saheila Jasanoff rappresentano i due estremi, non tanto lontani poi, di uno stesso macro elemento: “Rivoluzione digitale: cosa sta cambiando per l’umanità?”, che è il tema e il filo conduttore della Conferenza.

Emerge il “valore sociale” dei Big Data: buone pratiche, strumenti per indagare le varie dimensioni di quello che vene a delinearsi come un vero e proprio quadro adeguato a supporto delle amministrazioni pubbliche, nella valutazione, benchmarking e miglioramento sociale del valore dei “Dati aperti”.

Il risultato a cui si arriva alla fine dei lavori della Conferenza è che la tecnologia da sola non è sufficiente priva di “innovazione, società e cultura”. Le più importanti storie di innovazione che hanno cambiato la nostra vita dimostrano la “natura non lineare dell’innovazione”, che spesso non attribuibili a un solo genio individuale, ma a processi collettivi e provengono da direzioni inaspettate e sono il risultato di cambiamenti sociali e culturali.

©Futuro Europa®

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