Cronache britanniche

Londra – È chiaro ormai anche ai non addetti ai lavori e ai meno informati chi sono i falchi di casa nostra, specialmente all’interno del PDL. Chi sono e che ruolo hanno invece i loro colleghi di Westminster? Non crediamo gli piaccia propriamente essere chiamati cosi, ma certamente tra i conservatori del partito del premier David Cameron, qualche falco c’è. Se da un lato ci sono i volti più noti del partito, dall’altro ci sono i cosiddetti complottisti, entrambi però hanno un comune denominatore: l’euroscetticismo.

Nella prima categoria rientra ed è indubbiamente il più popolare di tutti il sindaco di Londra, Boris Johnson, ostinato difensore del ruolo centrale della capitale inglese come cuore finanziario europeo, che nel suo ultimo viaggio in Cina pochi giorni fa ha rilanciato il suo messaggio suggerendo che se Pechino non riuscisse a trovare un accordo di base con Bruxelles, Londra sarebbe pronta a offrire un “free trade agreement” bilaterale fuori dal framework europeo. Di fatto, il sindaco, ha ribadito la sua idea che il Regno Unito deve tenersi pronto in qualsiasi momento ad andare “oltre” l’UE. Al secondo posto nella graduatoria dei falchi più illustri si piazza la ministra degli interni e nuova lady di ferro britannica, Theresa May, che questa settimana ha confermato la propria intenzione di proporre l’uscita del Regno Unito da oltre 100 trattati che legano Londra a Bruxelles in materia d’immigrazione e sicurezza. Certamente la May, insieme a Johnson, è considerata tra i principali candidati alla successione di Cameron come prossimo leader dei Tories. Inoltre, tra i più noti oppositori del progetto europeo c’è anche l’ex ministro dell’economia Tatcheriano, Lord Lawson, il quale afferma che Bruxelles è un “obbrobrio burocratico” e che i vantaggi economici che deriverebbero da un’uscita dall’UE sarebbero di gran lunga superiori ai costi.

Sull’altra sponda invece troviamo forse figure d’inferiore caratura mediatica, ma sicuramente non meno pericolose per la leadership di Cameron e per la futura permanenza del Regno Unito in Europa. Il capofila è Douglas Carswell, inflessibile nel far pesare la sua linea dura contro Bruxelles e che recentemente ha lodato Bernd Lucke, il leader del partito euroscettico tedesco AfD per le sue posizioni antieuropeiste. All’interno del suo partito Carswell è invece considerato un abile manovratore e punto di riferimento tra gli anti-premier. Al suo fianco troviamo Jesse Norman, giornalista e scrittore, richiamato più volte dallo stesso Cameron per il suo comportamento scorretto e distruttivo all’interno del partito. Infine, c’è Daniel Hannan, anch’egli giornalista e membro del parlamento europeo, è noto per essere stato espulso dal Partito Popolare Europeo per i suoi interventi sopra le righe in plenaria, mentre in patria è considerato forse il più contundente tra i falchi.

Insomma anche i falchi britannici fanno sentire la loro autorevole voce e l’appartenenza a questo gruppo è piuttosto ristretta.  Sì, infatti, un altro fattore che li accomuna è che tutti si sono laureati a Oxford, come per dire, essere un falco oltremanica non è da tutti (al contrario che a casa nostra).

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