Il Grande Fratello

Le rivelazioni del Foglio circa un presunto spionaggio effettuato dalla Casaleggio e Associati sulla posta elettronica dei parlamentari del Movimento 5 Stelle, se confermate, sarebbero di una gravità di cui spero che la gente si renda conto. Una delle premesse della democrazia è che i rappresentanti del popolo possano svolgere la propria funzione in tutta libertà, nell’ambito delle linee generali dettate dal Partito che li ha eletti, certo, ma alla fine rispondendo solo alla propria coscienza. La Costituzione su questo punto è chiarissima, quando detta esplicitamente che essi svolgono le loro funzioni “senza vincolo di mandato”.

Devo dire che lo spirito della Costituzione era già stato sostanzialmente violato dalla oscena Legge Calderoli, con le sue liste bloccate che tolgono all’elettore la reale libertà di scelta, a favore della scelta compiuta arbitrariamente dalle Segreterie dei partiti, che sottopone i parlamentari eletti a un controllo di fatto durante tutto il loro mandato, se pensano di ricandidarsi. Purtroppo a suo tempo la Consulta non dichiarò questa parte del Porcellum illegittima, e questo ha permesso che, ai tempi del loro patto,  Berlusconi facesse accettare a un Renzi abbastanza consenziente il mantenimento di un sistema che, con tutte le ragioni, il NCD e la sinistra democratica hanno contestato. Nella versione finale, dopo il ripensamento forzato di Renzi, la legge elettorale approvata esonera dal voto di preferenza solo i capi-lista, la cui elezione resta automatica. Riparazione solo parziale, visto che, con il frazionamento dei collegi, i capi-lista rappresenteranno circa la metà della Camera.

Su questo sfondo, già in questi anni dopo le elezioni del 2013 si sono avute sufficienti prove del sistema autoritario che vige nel Movimento 5 Stelle dove, dietro il pietoso velo  delle consultazioni on-line, conta solo il volere  arbitrario dei due boss, Grillo e Casaleggio; ciò che ha portato in alcuni casi all’espulsione dei dissenzienti, o alla previsione di pesanti (e illegali ) multe per chi non segue gli ordini di scuderia, in altri casi, alla volontaria uscita di parlamentari dal Movimento.

Le rivelazioni del Foglio vanno viste in questo contesto, che esse rendono ancora più sinistro, introducendo un elemento di spionaggio che fa pensare alle peggiori previsioni orwelliane. Se validate, esse confermano inoltre qualcosa che a me pare da tempo evidente: tra i due  boss, Grillo è il “clown”, sveglio, opportunista, smodato, poco affidabile, però efficace nello sfruttare lo scontento della gente verso la politica; Casaleggio è la mente fredda, calcolatrice, e per questo tanto più pericolosa. È lui, molto più del comico genovese, il vero “Grande Fratello”. Basta del resto vederli uno accanto all’altro: il faccione congestionato dall’ira di Grillo, la sua verborragia incontenibile; e la freddezza di Casaleggio, i suoi occhi lucidi (o allucinati), quelle labbra fredde: un personaggio che sembra uscito, più che dal libro di Orwell, dalle peggiori pellicole bondiane. Chi continua a seguire il Movimento 5 Stelle, deve comprendere che esso non appartiene ai tanti deputati e senatori, tra cui ci sono sicuramente persone di grande integrità e buona fede (anche se con mancanza di esperienza e senso della realtà) ma a quei due compagni e complici e, temo, alla fin fine, soprattutto al misterioso e ambiguo Casaleggio, che nessuno ha mai eletto, né mai investito di alcun potere e funzione, ma che suona con competenza tutti i tasti che le attuali possibilità della tecnologia consentono, anche nel campo della comunicazione pubblica, della sua manipolazione e del suo controllo.

Di fronte a questi fatti, finora il mondo politico, da destra a sinistra, includendo la Presidente della Camera, ha reagito con una indignazione verbale che fa più pensare alla soddisfazione di poter trovare un argomento contundente contro un avversario non trascurabile nelle prossime elezioni amministrative. I grillini hanno risposto, com’era ovvio che rispondessero, accusando gli altri di gettare fango sul Movimento. La questione è di sapere: quello che il Foglio ha scritto è vero o falso? E se è vero, lo si può provare? E se provato, lo si può punire con le armi della legge?

Auguriamoci  che la classe politica, dal PD alla Lega passando per Forza Italia e SEL, sia per una volta seria: lo spionaggio di parlamentari di un partito da parte di chiunque e il loro controllo autoritario, sono fatti di una gravità eccezionale, che rende la democrazia una mera apparenza. Non può essere ridotto a semplice sfruttamento pre-elettorale. Occorre andare a fondo, sia in sede giudiziaria, sia eventualmente attraverso una Commissione d’Inchiesta parlamentare. Se ne parla molto in questi giorni. Spero di sbagliarmi, ma l’impressione è che si tratti della solita cortina di fumo. Quanto alla Giustizia, qualcuno dei nostri solerti PM si muova! Le rivelazioni del Foglio configurano un vero e proprio reato. Per favore, agiscano.

Da tempo, inoltre, si agita la necessità di una legge che regoli i partiti, stabilendone innanzitutto regole di trasparenza e democrazia interna. Non sarà facile vincere le resistenze inconfessate delle varie forze politiche, ma una Legge equilibrata e chiara sarebbe uno dei migliori doni che questa Legislatura potrebbe fare alla Democrazia.

©Futuro Europa®

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