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Trivelle: Petroceltic rinuncia permesso Isole Tremiti –  La società Petroceltic ha presentato al Mise istanza di rinuncia in merito al permesso di ricerca nel Mare Adriatico meridionale, a largo delle isole Tremiti. Lo annuncia la stessa società, che sottolinea come “essendo trascorsi 9 anni dalla presentazione dell’istanza, periodo durante il quale si è registrato un significativo cambiamento delle condizioni del mercato mondiale, Petroceltic Italia ha visto venir meno l’interesse minerario al predetto permesso”. (ANSA).

Trivelle: No Triv, Petroceltic ha rifiutato ‘regalo’ Governo – “Si apprende che Petroceltic avrebbe rifiutato il gentile ‘cadeaux’ che le era stato fatto dal Governo. La dichiarazione è contenuta nel documento di presentazione del Piano Industriale 2016 della compagnia irlandese. Ove confermato, l’annuncio della Petroceltic sarebbe motivo di grande soddisfazione”. Lo scrive il Coordinamento Nazionale No Triv in una nota. “Tra i fattori che hanno determinato la decisione della compagnia irlandese di lasciare le Isole Tremiti hanno pesato – prosegue il Coordinamento -, oltre al difficile momento del mercato petrolifero, anche l’ampia impopolarità del progetto (che ha incontrato la contrarietà di vastissimi settori dell’opinione pubblica), l’incertezza normativa scatenata dalla campagna del Referendum No Triv che interessa anche i permessi giá rilasciati entro ed oltre le 12 miglia, la precaria situazione finanziaria di Petroceltic e la prospettiva di una probabile sconfitta nel procedimento dinanzi al Tar Lazio”. “Checché ne dica il Ministro Guidi, l’area interessata dal permesso di ricerca accordato con decreto del 22 dicembre 2015, interferisce per 400 metri con le aree interdette alle attività ‘petrolifere’. Il Tar Lazio ne avrebbe preso atto, decretando l’annullamento del permesso”. “Una valutazione più compiuta – conclude il Coordinamento nazionale No Triv – è comunque rimandata a quando saranno disponibili sul Buig tutti gli atti del procedimento”.  (ANSA).

Trivelle: Bonelli (Verdi),rinuncia Petroceltic bella notizia Ora Election Day per il referendum – La rinuncia della società Petroceltic alle ricerche petrolifere nell’area marina vicina alle Tremiti “è una bellissima notizia”. Lo dichiara Angelo Bonelli dei Verdi che aggiunge: “spiace che il ministro Guidi parli di strumentalizzazioni perché la concessione rilasciata non è stata una nostra invenzione, ma un atto del suo ministero: ma quello che oggi è più importante è che nei fondali delle Tremiti non si userà l’air gun che avrebbe devastato la biodiversità marina in un’area tra le più belle d’Italia e non solo. Ora – conclude Bonelli – aspettiamo che il governo decida per l’election day consentendo agli italiani di votare insieme il referendum contro le trivelle alle elezioni amministrative”. (ANSA).

Trivelle: Lacorazza,altro dietrofront grazie a spinta Regioni – “Un altro dietrofront grazie alla spinta delle Regioni che hanno avviato il percorso referendario”. Così il presidente del Consiglio regionale della Basilicata, Piero Lacorazza (Pd), in riferimento ai quesiti referendari “anti trivelle” e alla notizia che la società Petroceltic ha presentato al Mise istanza di rinuncia sul permesso di ricerca a largo delle isole Tremiti. “Dopo le norme che hanno sterilizzato tre quesiti referendari – ha aggiunto Lacorazza – e dopo il rigetto di tutte le istanze di prospezione, ricerca e coltivazione entro le 12 miglia, si aggiunge anche questa ulteriore notizia. Tutto ciò ci sarebbe stato senza l’iniziativa referendaria delle Regioni? Non toccherebbe allo Stato o alle Regioni regolamentare la materia energetica, invece di essere legati alle scelte delle compagnie petrolifere?”. “Rimane ancora in campo – ha concluso Lacorazza – il quesito referendario, che dimostra tutta la sua importanza, affinché ci sia il sigillo definitivo su queste scelte. Si rilanci e si sostenga l’economia del mare, e si lavori a una nuova strategia energetica nazionale. Continuiamo a chiedere l’election day, per risparmiare 300 milioni, e sostenere la partecipazione. Infine pendono due conflitti di attribuzione davanti alla Corte Costituzionale, tra cui quello del Piano delle aree. Per questo – ha concluso – il Governo e il Parlamento fanno ancora in tempo ad andare nella direzione indicata dai quesiti referendari, altrimenti con l’election day sarà il popolo a decidere”. (ANSA)

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