Forza del brand e potenza dei numeri

Apple è una storia di successo di portata storica, un fenomeno che ha generato una rivoluzione tecnologica e culturale senza precedenti. L’azienda di Cupertino, sull’orlo del fallimento alla fine degli anni novanta e salvata dal genio di Steve Jobs, oggi è diventata la prima azienda high-tech al mondo per valore del brand e per capitalizzazione borsistica.

L’ascesa inarrestabile della Apple l’ha portata ad essere nel 2013 l’azienda con il marchio più ricco e più forte al mondo ed è tra le prime tre società con maggiore capitalizzazione del pianeta. La società californiana ha posseduto il titolo di società più capitalizzata al mondo per quasi tutto il 2012 e nell’ultimo anno si è più volte passata di mano lo scettro con Exxon Mobil e Google.

Apple ha raggiunto una capitalizzazione di oltre 410 miliardi di dollari, come il Pil di una nazione di medie dimensioni e, ad oggi, con una parte delle azioni Apple in circolazione si potrebbe acquistare a prezzi correnti l’intera borsa italiana. Nel 2012 Apple ha fatturato 156,5 Miliardi di dollari con utile di 41,7 miliardi di dollari (quasi raddoppiato vs 2011) e compare nella Top 10 di Fortune 500, fra le migliori aziende per fatturato e utili: dal 17esimo posto del 2012, l’azienda produttrice di iPhone e iPad balza nella Top 10, in particolare al sesto posto, davanti a General Motors e a un passo dalla Berkshire Hathaway di Warren Buffett. Al vertice della Fortune 500 si conferma il gigante della grande distribuzione Wal-Mart, con un fatturato 2012 di quasi 470 miliardi di dollari e utili per 17 miliardi; segue la Exxon Mobil con 450 miliardi di ricavi e 45 miliardi di utili; terzo posto per Chevron.

I numeri della Mela sono impressionanti: partendo da un’ascesa in borsa che, dal 2008 ad oggi, ha portato i prezzi da area 80$ agli attuali 500$, raggiungendo i massimi storici a 700$ nel Settembre 2012. Nel 2003 valeva intorno ai 10$. In molti hanno parlato anche di bolla speculativa sul titolo, una vera Apple mania e come dare loro torto?

Le performance borsistiche stratosferiche sono state accompagnate da uno sviluppo tecnologico rivoluzionario, da un nuovo paradigma high-tech in grado di cambiare il nostro stile di vita.

È il trionfo del brand Apple che, nonostante l’avvicendamento al vertice avvenuto nel 2011 tra il padre della azienda di Cupertino Steve Job e Tim Cook, è diventato il marchio più ricco e conosciuto al mondo. La stima di Interbrand porta la casa di Cupertino a valere 98,3 miliardi di dollari, contro i 93,2 miliardi di Google, i 79,2 di Coca-Cola, i 78,8 di Ibm e i 59,5 di Microsoft. Peraltro, tutte le prime otto aziende della classifica hanno visto crescere il valore del loro marchio nel corso dell’ultimo anno. Ma nessuno ha corso come Google (+34%)  ed Apple (+28%), mentre Coca-Cola si limita a un +2%. Da quando sono entrate in classifica, Apple (anno 2000, valeva 6,6 miliardi ed era in 36esima posizione) ha guadagnato il 1.391 per cento e Google (2008) il 265 per cento. La consacrazione dell’era dell’information technology a dispetto della old economy.

Ma dopo aver conquistato il primato per capitalizzazione e valore del brand, la vera sfida di Apple è quella di mantenersi al vertice di queste classifiche. Le prossime sfide saranno complesse e fondamentali: lo sviluppo sui mercati emergenti dove c’è un potenziale enorme da conquistare ma non certamente ricco come quello statunitense o europeo, cercando di affrontare la concorrenza spietata della coreana Samsung, nuovo leader del mercato smartphone, di Microsoft e Google, player agguerriti nei mercati in cui opera Apple. Un’altra partita importate è quella sul fronte finanziario, cercando di non deludere le aspettative degli analisti e degli azionisti che hanno visto nell’ultimo trimestre un fatturato in crescita ma utili in calo per la prima volta in 10 anni.

Ed infine la sfida più importante: continuare ad innovare, cercando ancora di stupire gli utenti, non solo con semplici upgrade di modelli precedenti ma mantenendo quella leadership di sviluppo ed innovazione che ha portato Apple al successo globale, cercando di non trasformarsi in quello che tutti i giganti dell’innovazione prima o poi diventano: una grande azienda ciclica in un settore maturo.

©Futuro Europa®

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