Aspirante vedovo (Film, 2013)

Stroncare Aspirante vedovo, remake non riuscito de Il vedovo (1959), capolavoro firmato Risi, Sonego e Carpi, magistralmente interpretato da Sordi e Valeri, è come sparare sulla Croce Rossa. Credo che gli stessi sceneggiatori e interpreti attuali se ne rendano conto, se dotati di un minimo di senso critico.

Le cose migliori del film sono copiate dalla vecchia pellicola, mentre le poche originali (il finale, il negozio di elettrodomestici) sono del tutto inutili. Luciana Littizzetto nel ruolo di moglie manager che fu di Franca Valeri è imbarazzante, attrice che va bene per brevi bozzetti televisivi ma che mostra la corda sulla lunga durata e che fa rimpiangere non poco l’originale. Di Luigi-Sordi è un paragone ancora più improponibile, il primo sfoggia sempre la stessa espressione da pesce lesso per quanto il secondo era geniale e imprevedibile nel caratterizzare un laido marito opportunista.

Massimo Venier (1967) si ricorda come originale sceneggiatore  e regista delle migliori pellicole di Aldo, Giovanni e Giacomo, oltre che dei loro spettacoli teatrali, motivo per cui fa ancora più rabbia vederlo sprecare un talento fresco e originale. Aspirante vedovo è un prodotto commerciale nato in qualche stanza Rai, frutto della fervida fantasia di produttori burocrati che un bel giorno si sono fatti venire l’idea di rifare un capolavoro. Non c’è niente di più difficile che rifare un capolavoro, anzi è del tutto inutile, perché il capolavoro esiste: basta andarselo a rivedere. Venier non cambia neppure i nomi: Alberto Nardi, Susanna Almiraghi, Stucchi. Modifica proprio poco del film originale, ma non può contare su interpreti all’altezza e il prodotto finale è una pacchiana imitazione dell’inimitabile. Il finale cita l’ascensore – che nel film di Risi è la causa della morte del marito – ma opta per una banale caduta dal palazzo, preceduta da un fallito tentativo di far fuori la moglie mettendo in scena un incidente stradale. Unica trovata divertente – per chi è in grado di apprezzarla – il breve cameo recitato da Tatti Sanguineti, critico cinematografico di Risi e Sordi, autore di un libro su Sonego. Tutto il resto sa di già visto e di già detto.

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Regia: Massimo Venier. Soggetto: Rodolfo Sonego, Fabio Carpi, Dino Risi. Sceneggiatura. Massimo Venier, Ugo Chiti, Massimo Pellegrini. Fotografia: Vittorio Omodei Zorini. Montaggio: Claudio Di Mauro. Produttore: Beppe Caschetto. Produzione: Rai Cinema. Distribuzione: 01 Distribution. Interpreti: Fabio Di Luigi, Luciana Littizzetto, Alessandro Besentini, Francesco Brandi, Roberto Citran, Bebo Storti, Ninni Bruschetta, Clizia Fornasier, Fulvio Falzarano, Andrea Bruschi, Stefano Chiodaroli, Paolo Pierobon, Tatti Sanguineti.

©Futuro Europa®

 [NdR – L’autore dell’articolo ha un suo blog “La Cineteca di Caino”]

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