Ultimo minuto (Film, 1987)

Pupi Avati è un narratore vero, un inimitabile cantore della provincia che dipinge con grande credibilità, componendo un mix di pregi e difetti, non elegiaco ma aderente alla realtà storica. Parlare di calcio al cinema non è mai stato facile, vuoi per la difficoltà a ricreare la tensione sportiva di una partita, vuoi per l’atteggiamento di certi ambienti culturali che diffidano di romanzi e opere letterarie d’impronta calcistica. Ricordiamo pochi prodotti sopra la media, tra questi il recente L’arbitro (2013) di Paolo Zucca, ma anche gli intramontabili Il presidente del Borgorosso Football Club (1970) di Luigi Filippo D’Amico – dirige anche L’arbitro con Buzzanca nel 1974 – e L’allenatore nel pallone (1984) di Sergio Martino, di chiara impostazione comica. Non sono da meno alcune incursioni di Franco Franchi e Ciccio Ingrassia, prima tra tutte la godibile farsa I due maghi del pallone (1970), diretta da Mariano Laurenti.

Pupi Avati va ben oltre il divertimento fine a se stesso, fa commedia all’italiana in senso stretto, racconta la vita dei personaggi con tono agrodolce e dimesso, usando il calcio per parlare della vita, di esistenze vuote, di sconfitte ricorrenti, di tentativi falliti, ma anche di vittorie imprevedibili e di momenti felici. Ugo Tognazzi è Walter Ferroni, direttore sportivo di una squadra di provincia che ogni anno salva dal dissesto economico e dalla retrocessione in serie B, grazie a una gestione spregiudicata del bilancio e a molti amici che gli devono favori. Quando riesce a far acquistare la squadra dal ricco imprenditore Di Carlo (Capolicchio), crede di aver risolto i problemi societari, invece si trova esonerato da ogni compito perché il nuovo presidente non condivide i suoi metodi d’altri tempi, tutta passione e poca imprenditorialità. Ferroni verrà richiamato perché i risultati non arrivano e l’incapace allenatore Corti (Diberti) – privo dei consigli del direttore sportivo – non ne azzecca una e perde ogni incontro. Ferroni vincerà la prima partita della sua gestione – amministrativa e tecnica – contro l’Avellino, sostituendo il corrotto attaccante Boschi (Bonetti) con il giovanissimo Tassoni (Leonardi), scoperto in un campo di provincia dal talent-scout Duccio (Abatantuono), che segnerà la rete decisiva all’ultimo minuto.

Ultimo minuto è uno dei migliori film che siano mai stati scritti sul mondo del calcio. Avati costruisce un personaggio vero come Walter Ferroni – solo in parte ispirato a Italo Allodi e Luciano Moggi – che vive di calcio e per il calcio, sacrificando la famiglia e trascurando la figlia. Un egoista, certo, un uomo pieno di difetti, ma in fondo buono, innamorato dei colori biancorossi della società anche quando viene esonerato, pronto a sacrificarsi per un rito domenicale che dal giorno della morte della moglie ha sostituito ogni rapporto sentimentale. A parte la figlia Marta – una credibile Elena Sofia Ricci – che il padre sfrutta a fini calcistici ma che finisce per aiutare quando si innamora della persona sbagliata, il calciatore corrotto Boschi, che vende la partita della rinascita a un gestore di scommesse clandestine.

Tutta la parte finale della pellicola è un capolavoro di tensione e di sguardi (tra direttore sportivo e figlia, tra pubblico ed eventi…), il regista racconta la partita con la voce di Enrico Ameri, senza farla vedere, scelta condivisibile e opportuna. Italo Cucci e Michele Plastino – giornalisti sportivi – contribuiscono alla credibilità del soggetto, così come sono importanti le presenze di Aldo Biscardi, Enrico Mentana e Ferruccio Gard, nella parte di loro stessi. Ricordiamo ottimi montaggi di testate sportive, su tutte il Guerin Sportivo – diretto da Italo Cucci – che prepara due copertine con Tognazzi in copertina: “Ferroni licenziato”, “Primo Round Di Carlo – Ferroni. Vince il presidente”. Riz Ortolani compone una colonna sonora che è una vera e propria sinfonia. Notevoli i rumori di fondo calcistici e il suono in presa diretta della tifoseria in curva. Non sprecato il David di Donatello 1998 per il Miglior Fonico di Presa Diretta. La sceneggiatura teatrale fa risaltare la bravura degli attori e l’ambientazione calcistica non fa una grinza, in particolare la partita che si disputa al Romeo Menti di Vicenza con la tifoseria biancorossa in curva e alcuni inserimenti ad hoc di attori e comparse. Pupi Avati mi confida a mezzo posta elettronica: “La partita è vera con inserti nostri. La panchina e l’ingresso in campo furono girati con Tognazzi e gli altri attori durante l’attesa dell’inizio del match. Il campo dove si allenano mi sembra sia quello di Velletri (vicino a casa di Ugo) ma c’è anche un campo romano, forse Vasca Navale”. La squadra non viene mai nominata, ma la storia fa pensare al Lanerossi Vicenza, matricola provinciale di lusso del periodo storico, così come alcuni particolari rimandano al Bologna. Straordinario il breve dialogo che si svolge tra padre e figlia in tribuna al termine della partita e che conclude il film. “Abbiamo vinto”, dice Walter. “Sì, voi avete vinto”, risponde Marta sconfortata. Lei ha perso ancora, scommettendo sull’uomo sbagliato.

Ultimo minuto non parla solo di calcio, è anche il racconto poetico e coinvolgente del rapporto d’amore intenso e conflittuale che lega un padre e una figlia. Imperdibile.

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Regia: Pupi Avati. Soggetto e Sceneggiatura: Pupi Avati, Antonio Avati, Italo Cucci. Collaborazione ai Dialoghi: Michele Plastino. Fotografia: Pasquale Rachini. Colore: Telecolor. Montaggio: Amedeo Salfa. Effetti Speciali: Tullio Arcangeli, Sotir Gjika, Roberto Sterbini. Scenografia: Giuseppe Pirrotta. Costumi: Graziella Virgili. Musiche: Riz Ortolani. Edizioni Musicali: Bixio – Cemsa. Suono in Presa Diretta: Raffaele De Luca. Aiuto Regia: Cesare Bastelli, Salvatore Marcarelli. Direttore di Produzione: Francesco Guerrieri. Produttore: Antonio Avati. Casa di Produzione: Duea Film, Rai Uno. Distribuzione: DMV. Distribuzione Internazionale: Sacis. Durata: 90′. Genere: Commedia. Interpreti: Ugo Tognazzi (Walter Ferroni), Elena Sofia Ricci (Marta Ferroni), Massimo Bonetti (Emilio Boschi), Diego Abatantuono (Duccio Venturi), Lino Capolicchio (Renzo Di Carlo), Giovanna Maldotti (Egle Di Carlo), Marco Leporatti (Figlio dei Di Carlo), Luigi Diberti (Caludio Corti), Nik Novecento (Nik), Cesare Barbetti (Lele Costanzi), Cinzia De Ponti (Moglie di Boschi), Marco Leonardi (Paolo Tassoni), Luigi Montini, Carlo Monni, Franco Trevisi, Ferdinando Orlandi, Nino Prester, Gianfranco Agus, Ciro Scalera, Gianluca Favilla, Massimo Sarchielli, Giorgio Biavati, Andrea Matteuzzi, Cristina Piras, Alberto Bartolani, Roberto Nobile, Marino Campanaro, Bruno Marinelli.

©Futuro Europa®

 [NdR – L’autore dell’articolo ha un suo blog “La Cineteca di Caino”]

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