App, attenzione alla pubblicità fantasma

Ricaricare lo smartphone per tutta la mattina per poi ritrovarsi a fine mattinata – o al più tardi nel pomeriggio – senza batteria a disposizione. Sempre la solita storia, eppure sembrerebbe esserci una spiegazione dietro a questo “fenomeno” che riguarda ben 12 milioni di cellulari in tutto il mondo. Sì perché secondo lo studio di Forensiq, società specializzata nello studio di frodi online, il 15% delle applicazioni mobili presenti sui principali App Store (iOS, Android e Windows Mobile) conterebbe contenuti pubblicitari che funzionano senza una reale consapevolezza da parte degli utenti, esaurendo silenziosamente batteria e traffico dati.

In particolare, dal rapporto Forensiq si legge che la pubblicità “fantasma” presente nella maggior parte delle app può arrivare a consumare fino a 2 Giga di traffico dati al giorno. Gli svantaggi però non riguardano solo gli utenti finali, ma anche gli inserzionisti che subirebbero un danno quantificato in 1 miliardo di dollari nel 2015 a causa del traffico sporco (in sostanza pagano per delle visualizzazioni che in realtà non sono effettive e non realizzano).

Per arrivare a questa conclusione, è stato utilizzato un algoritmo particolare grazie al quale è stato possibile individuare i comportamenti anomali di molte app (oltre 5000 da una prima verifica), tra cui l’eccessivo numero di visualizzazioni al minuto o la connessione a diverse piattaforme in un lasso di tempo troppo breve (si calcolano oltre 1100 connessioni al minuto).  A finire sotto la lente di ingrandimento della Forensiq sono soprattutto le app Android, di cui ben il 27% è stato segnalato come sospetto, seguite da quelle di iOS (10%) e Windows (9%).

I ricercatori che hanno lavorato al progetto spiegano che i programmi presenti all’interno delle applicazioni incriminate “simulano dei clic random e connettono il telefono alla pagina degli inserzionisti pubblicitari senza che l’utente lo sappia”. In attesa che gli App Store prendano provvedimenti, i ricercatori snocciolano alcuni consigli per proteggersi e mettere in salvo la batteria oltre che in seconda battura il credito telefonico: “Non dare alle app il permesso di accedere a internet se non è necessario, preoccuparsi se una app chiede il permesso di funzionare anche quando lo smartphone è in stand-by o se si vuole avviare automaticamente all’accensione del telefono e infine rimuovere le app che non si usano”.

©Futuro Europa®

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