UE, accordo roaming senza rischi per i consumatori

Novità in arrivo in Europa nel mondo di telecomunicazioni e chiamate telefoniche internazionali: lo scorso 15 luglio la Commissione per l’industria del Parlamento europeo ha approvato l’accordo formale tra il Consiglio e la Commissione europea sulla fine del roaming all’interno del territorio dell’UE, grazie all’impegno in materia dell’attuale presidenza lettone. Si tratta di un processo graduale di trasformazione delle regole comunitarie, che porterà entro giugno 2017 all’abolizione delle commissioni sulle telefonate effettuate tra paesi membri.

A partire da tale data, gli utenti delle compagnie telefoniche europee pagheranno dunque lo stesso prezzo per chiamare, mandare sms o utilizzare il traffico dati verso uno stato diverso da quello in cui vivono. Già da aprile del 2016 i costi sul roaming saranno ridotti del 75%, con una commissione massima di 0.05 euro sul costo nazionale per le chiamate, 0.02 euro per gli sms e 0.05 euro per un megabyte di traffico dati. Non è ancora chiara la decisione finale sui costi per le telefonate ricevute, attualmente pari a 0.05 euro nell’area europea, che comunque non dovrebbe superare il tasso medio delle tariffe applicate all’operatore del soggetto chiamante.

Tale obiettivo si inserisce all’interno di una strategia adottata dall’Unione europea sin dal 2007, in base al Regolamento CE n. 717 che ha avviato un piano di tariffazione volto a non far pagare prezzi eccessivi a chi viaggia nel territorio comunitario. Si tratta di un processo graduale che mira ad abolire del tutto il roaming in Europa, ma che ovviamente necessita un quadro normativo condiviso che rispetti le caratteristiche dei mercati telefonici nazionali. L’idea è quella di abolire del tutto i costi nel lungo termine, ma facendo in modo che le pre-condizioni per farlo vengano raggiunte prima della data ufficiale.

Un altro aspetto su cui far luce è la possibilità che hanno ancora gli operatori telefonici di applicare sovrapprezzi in roaming riguardo ai cosiddetti comportamenti “sleali” dei consumatori, ad esempio nell’utilizzo permanente di sim card straniere nel proprio paese: si potrebbe dunque pensare a un coinvolgimento in negativo dell’utente medio, che subirebbe ricarichi sulle tariffe in maniera poco trasparente. Roberto Viola, direttore generale della DG Connect alla Commissione europea: «Essendo un rimedio finalizzato a trattare casi estremi, non vedo rischi per i consumatori che utilizzano il telefonino in viaggio. Bisogna comunque regolare tali utilizzi non appropriati per evitare conseguenze sugli stessi consumatori».

Gli accordi sulla fine del roaming fanno parte dell’ambizioso progetto di unificare, entro il biennio 2016-2018,  le reti di comunicazioni europee all’interno del Digital Single Market, con l’intento di facilitare lo scambio di beni e servizi pubblici e privati tra gli stati dell’UE.

©Futuro Europa®

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