Padiglione Italia in ritardo all’Expo

Milano – È in dubbio l’ultimazione dei lavori per il Padiglione Italia all’Expo. Il tempo previsto per la sua realizzazione era di 447 giorni, così era indicato nel bando, ed era risaputo quanto fosse un’impresa terminarlo in tempi così stretti. Il commissario unico dell’Expo 2015 Giuseppe Sala ha assicurato che l’atrio, le mostre del creativo Marco Balich e il ristorante Pec saranno finiti in tempo per l’inaugurazione, mentre tutto il resto verrà terminato in seguito. Per il Cardo Sud, altra sezione del Padiglione Italia, ha ammesso che è “un filo più in ritardo, ma credo sia un problema di finiture.”

Il sito dell’Expo 2015 si sviluppa secondo la pianta del castrum romano, ossia secondo due assi stradali principali, il cardo e il decumano, che si incrociano in un punto centrale, in questo caso Piazza Italia. Il Padiglione Italia, con una superficie di 12 mila m², si sviluppa lungo i 325 metri dell’asse Nord-Sud, il cardo, e consta in: Palazzo Italia, sede di rappresentanza e luogo scenografico; Cardo Nord: esposizione dedicata ai territori; Cardo Sud: rappresentazione delle filiere produttive. L’obiettivo comune è, attraverso il concetto del Vivaio, quello di valorizzare l’eccellenza italiana e contribuire così alla visibilità del potenziale del Sistema Paese Italia, rispetto al tema di Expo 2015 Nutrire il Pianeta, Energia per la Vita.

Il Palazzo Italia è un’edificio di 50x50m su 4 piani di altezza. Sono in corso di esecuzione le opere di finitura, e sta procedendo la realizzazione della scala architettonica posta al centro della piazza funzionale all’accesso al percorso espositivo. In via di completamento la posa degli impianti elevatori, mentre è stato avviato il relativo collaudo. Sono iniziati gli allestimenti interni e proseguono le opere impiantistiche. In conclusione la vetrazione della vela di copertura; inoltre prosegue la posa del rivestimento ramificato delle facciate esterne.

Per quanto riguarda i manufatti lungo il Cardo, sono sostanzialmente completate le opere strutturali, proseguono le opere impiantistiche e di finitura, mentre sono iniziati gli allestimenti. Vincitore del concorso internazionale di progettazione del Padiglione Italia è lo Studio Nemesi&Partners insieme a Proger e BMS Progetti. Di fronte a Palazzo Italia, sul Cardo Nord, sono stati riservati spazi istituzionali, espositivi e di rappresentanza per il Padiglione dell’Unione Europea, evidenziando in modo simbolico la stretta relazione tra l’Italia e l’Europa. Le strutture lungo il Cardo saranno invece temporanee, sostenibili dal punto di vista ambientale perché immaginate come flessibili e adattabili a una nuova vita, in nuovi luoghi, al termine di Expo.

I 63 milioni di euro di budget pubblico destinati alla costruzione e all’allestimento della struttura progettata da Diana Bracco, sia per il Palazzo sia per gli spazi di due piani lungo il cardo, il viale più corto di Rho-Pero, sono lievitati del 50% per cento, per un totale di 92 milioni, in parte dovuti a costi legati all’utilizzo di più personale per rimanere nei tempi, in parte a problemi di revisione progettuale. La maggior parte di quei quasi 30 milioni di extracosti sono rappresentati dalla parte che, se l’Autorità Nazionale Anticorruzione e l’Avvocatura dello Stato daranno il via libera, sarà riconosciuta in più a Italiana Costruzioni. L’impresa si è aggiudicata per 18,5 milioni l’appalto principale di Palazzo Italia. Una commessa che Raffaele Cantone ha chiesto di mettere sotto osservazione speciale. La disposizione dei piani è stata rivista in numerose occasioni. Sala spiega: “C’era un vizio di fondo secondo me enorme. Il progetto messo a gara aveva un rapporto tra uffici e spazi espositivi sbilanciato.” I tecnici raccontano che il 60% degli interni fosse stato pensato per staff, personale, sale di lavori e riunioni.

Il cantiere è in funzione 24 ore su 24, con un sforzo aggiuntivo di uomini, turni, lavori materiali e macchinari. Al lavoro su tutto il padiglione ci sono 550 operai. Sono divisi in tre turni per un impegno continuo. Anche se la gran parte dei costi extra deriva dai lavori aggiuntivi fatti da da Italiana Costruzioni, dopo le modifiche. Si cerca ora di portarsi a regime con i lavori. In 24 milioni extra sono contenuti nei due fronti caldi di tutto il Padiglione: il progetto cambiato rispetto a quello di gara che ha comportato 16 milioni di lavori extra e gli straordinari che ammontano a 8 milioni. A patto, naturalmente, che l’impresa finisca per il 30 aprile. Ma a che cosa sono dovuti i 5 milioni rimanenti, all’interno della differenza tra la cifra iniziale e quella finale?

Dopo l’inchiesta che lo scorso ottobre ha coinvolto l’ex-responsabile unico del procedimento del Padiglione, Antonio Acerbo, sono state operate semplificazioni per riuscire a chiudere in tempo la partita: ancora una volta molte parti architettoniche interne sono state modificate. Il conto è stato presentato adesso: 16 milioni in più di correzioni e lavori richiesti e approvati.

Il piano di emergenza è scattato soprattutto lungo il Cardo Sud. Anche Casa Lombardia e la mostra di Confindustria apriranno. Qualche tecnico, tuttavia, dubita che gli allestimenti interni siano finiti al cento per cento. Open Expo punta alla trasparenza, rendendo disponibili online i dati relativi alla gestione economica dell’evento, alle opere realizzate e alle eventuali varianti nello svolgimento della manifestazione; ma ancora non basta.

©Futuro Europa®

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