Senza Local Tax, aumento record della Tasi

Quando si parla di tasse e tributi finanziari noi contribuenti italiani non siamo mai felici. Eppure, secondo i calcoli della CGIA di Mestre, sembrerebbe che la Local Tax (di cui avevamo già parlato in un precedente articolo) sia quanto di più economicamente auspicabile rispetto al sistema in vigore. Visti i tagli ai trasferimenti che subiranno i Comuni con la Legge di Stabilità, l’anno prossimo l’aliquota Tasi sulla prima casa potrebbe infatti aumentare di oltre il 200% senza l’introduzione della Local Tax.

Tuttavia, prima di allarmarci cerchiamo di capire le ragioni che si nascondono dietro a questo aumento record. Come riporta la CGIA di Mestre, all’interno della Legge di Stabilità è contenuta una norma specifica, secondo la quale dal 2015 l’aliquota sulla Tasi prima casa (prevista per quest’anno con un massimo di 2,5 per mille, fino al 3,3 per mille per i Comuni che elargiscono detrazioni a favore delle famiglie meno abbienti) potrà salire fino al 6 per mille.

Il motivo è presto spiegato: “Con l’ulteriore contrazione dei trasferimenti che i Comuni subiranno con la legge di Stabilità 2015, i Sindaci non avranno altra scelta – scrive Giuseppe Bortolussi, Segretario della CGIA – e dovranno agire sulla leva fiscale, molto probabilmente ritoccando all’insù l’aliquota Tasi”.

Calcoli alla mano risulta che, se l’aumento venisse confermato, le entrate per i Comuni raddoppieranno. In particolare, se quest’anno l’incasso medio con aliquota al 3,3 per mille è stato di 347 euro per un’abitazione di tipo civile A2, la CGIA di Mestre stima che per il 2015 l’importo toccherà i 631 euro. L’incremento dell’aliquota Tasi non risparmierà nemmeno le abitazioni di tipo economico A3: secondo la Confederazione, si passerà dai 233 euro pagati quest’anno ai 424 euro previsti nel 2015.

Tuttavia, il conto sarà più salato per i proprietari di prima casa che nel 2014 hanno dovuto applicare aliquote inferiori al 3,3 per mille. Se con un’aliquota media del 2,3 per mille, il pagamento medio è stato di 242 euro (abitazione A2), l’eventuale incremento al 6 per mille farebbe schizzare il gettito a 631 euro da versare nel 2015. A conti fatti risulta che la variazione tendenziale, riferita cioè all’anno scorso, sarà del +160%. Se questo non dovesse bastare, le abitazione di tipo economico A3 subiranno un ulteriore aumento pari al +216,4%, con una spesa media quantificata in 424 euro contro gli attuali 134 euro versati nell’anno in corso.

Per scongiurare l’aumento boom della Tasi sulla prima casa, la CGIA di Mestre invita le forze politiche a prendere coscienza delle possibili ripercussioni a carico dei risparmiatori e a non procrastinare l’introduzione della Local Tax (nei giorni scorsi si era parlato di un possibile slittamento al 2016, ndr). Quest’ultima imposta dovrebbe infatti accorpare IMU, TARI e TASI, sfumando il possibile aumento dell’aliquota al 6%.

©Futuro Europa®

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