Google News chiude in Spagna

Dovremo sempre più abituarci alla lotta tra le grandi realtà aziendali, multinazionali, specie se legate all’universo dell’aperta e libera Rete Internet e i governi nazionali. Un primo forte scontro è avvenuto, già questo mese tra lo Spagna e la grande e forte Google Inc., il più diffuso motore di ricerca al mondo, relativamente al suo servizio gratuito Google News, ed è difficile stabilire chi tra i due ne sia uscito davvero sconfitto.

Una legge spagnola, che entrerà in vigore a partire da gennaio, ha infatti preteso di imporre a Google di pagare le aziende editoriali per l’utilizzo dei contenuti da queste realizzati. Di fatto, questo sta a significare che in Google News, servizio di segnalazione notizie da parte del motore di ricerca Google (anche il nostro giornale è da tempo incluso nel servizio), disponibile in oltre 70 edizioni internazionali e in 35 lingue, anche solamente segnalare una notizia, dando una brevissima anticipazione della stessa – il ché può rappresentare addirittura un servizio e un “favore” pubblicitario nei confronti dell’editore, visto che i link segnalati riportano alle relative pagine originarie – debba essere pagato da Google che, forte della sua proverbiale forza e grandezza, ha invece deciso di chiudere i battenti in Spagna relativamente al servizio Google News, mostrando di fatto i muscoli e facendo fare, a parere di molti, una pessima figura allo Stato spagnolo.

Questa rappresenta la prima chiusura in assoluto delle news per la grande azienda americana – o forse è inopportuno attribuirle una nazionalità, ormai? – e l’addio di Google News alla Spagna, che si è concretizzato il 16 dicembre, rappresenta una data significativa per un interessante “caso studio” per una corretta e veritiera interpretazione delle dinamiche sociali ed economiche contemporanee.

La legge oggetto dello scandalo, denominata “Google Tax” (da non confondersi con la Google Tax inglese, relativa all’imposta del 25% alle multinazionali) e fortemente voluta dall’associazione degli editori spagnoli, la Aede, non specifica tuttavia in modo esplicito quanto gli editori sarebbero dovuti essere pagati da Google.

Le esatte parole del responsabile di Google News Richard Gingras a commento di questa vicenda sono state: “Questa nuova legge impone alle testate di richiedere un compenso a Google News per mostrare anche piccoli frammenti del loro testo, indipendentemente dal fatto che queste vogliano farsi pagare o no. Dal momento che Google News non genera ricavi (non mostriamo nessuna pubblicità sul sito) questo approccio semplicemente non è sostenibile. Perciò, è con grande dispiacere che il 16 dicembre (prima dell’entrata in vigore della nuova legge a gennaio) rimuoveremo gli editori spagnoli da Google News e chiuderemo Google News in Spagna”.

©Futuro Europa®

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