Basta predicare la pace, è ora di viverla

Si è concluso ieri a Roma il summit dei premi Nobel per la pace. Il segretario generale dell’Onu Ban Ki-moon ha inviato una lettera per la giornata di chiusura: “E’ necessario giungere ad un accordo universale sul clima”, ha rimarcato Ban Ki-moon. “Il 2015 è un’opportunità unica per ottenere gli obiettivi di sviluppo del millennio e per cercare di giungere a un accordo universale sul clima”, ha scritto il segretario delle Nazioni Unite. “Auguro ogni successo al vertice e anche oltre”, ha concluso Ban Ki-moon, rivolgendosi ai premi Nobel per la pace presenti al Campidoglio a Roma, in un’Aula Giulio Cesare gremita.

Mi chiedo a cosa servano questi meeting oltre a congestionare una città già al collasso. Oltre a far fare la ruota a una persona insignificante come l’attuale Sindaco di Roma Capitale. Tante parole e tante pacche sulle spalle; perché poi alla fine conta il lavoro sul campo, quello che davvero viene fatto per gli altri e senza nessun altro scopo che aiutare chi davvero è in difficoltà. Durante il summit di Roma sono state evidenziati importanti momenti specie dai giornalisti locali. Tipo che il Dalai Lama si era appisolato durante i lavori e robetta simile.

Il premio Nobel per il mantenimento della pace è stato previsto nel testamento di Alfred Nobel del 1895 ed è stato assegnato per la prima volta nel 1901 (come gli altri premi previsti da Nobel stesso) e la cerimonia della consegna del premio si tiene ad Oslo. Quest’anno il premio è stato assegnato a Malala Yousatzavi, Pakistana e all’indiano Kaliash Satyarthi per la lotta dei due attivisti contro l’oppressione dei bambini e dei giovani e per il diritto alla loro istruzione. “I bambini devono andare a a scuola e non essere sfruttati economicamente”, si legge nella motivazione del comitato norvegese del Nobel che ha assegnato il premio.

Comunque, oltre alle solite visite istituzionali e al conferimento di premi speciali a gente dello spettacolo che si è distinta in non so cosa, questo summit di Roma si appresta a essere messo nel dimenticatoio come tanti altri. Ormai non è più tempo di parole ma solo di fatti. E non basta predicare la pace ma servirebbe insegnare a viverla, mettendo da parte gli interessi biechi e la sete di potere per ritornare all’ alba di una nuova civiltà dove gli esseri umani possano crescere e prosperare gli uni accanto agli altri , senza guerre e senza dolore.

Ma questo è solo un sogno, oppure una letterina di Natale firmata da un sognatore.

©Futuro Europa®

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