Ιστορία Μηδέν alla Biennale

History Zero (Ιστορία Μηδέν) è l’opera composita di Stefanos Tsivopoulos, l’artista designato per rappresentare quest’anno la Grecia alla 55′ Esposizione Internazionale d’Arte di Venezia. Il Padiglione greco dei Giardini della Biennale rimarrà occupato dal materiale video di Tsivopoulos fino alla conclusione della Biennale il 23 novembre.

Il lavoro è stato interamente realizzato ad Atene a partire dal febbraio scorso, anche se l’idea era stata concepita ancora nel maggio 2012. Un film dato da 3 episodi e un archivio di testi e immagini posto al centro del padiglione indagano sul valore del denaro e sul ruolo che esso svolge nel modellare le relazioni umane e le esperienze tra persone completamente diverse.

Il progetto vuole aprire a un ampio pubblico i significati e i messaggi espressi, punta a un’enorme partecipazione da parte dei greci, ma anche da chi è immerso nella corrente situazione di crisi. Ecco perché cercare la chiave nella responsabilità comune, nella cooperazione, nella solidarietà per così arrivare a una visione alternativa della crisi.

La radice dell’opera è nella situazione contemporanea della Grecia della crisi, tuttavia priva degli elementi dell’opera stessa. Il tempo è un futuro sempre più prossimo e quasi contemporaneo a un presente ormai insopportabile in cui impiegare nuovi metodi di scambio alternativi al denaro.

L’archivio porta esempi riguardanti applicazioni storiche e contemporanee di sistemi di scambio non monetari. L’inizio presenta la figura di Aristotele che osserva che la moneta è frutto della legge positiva, e quindi non naturale e possibile da rimuovere in qualsiasi momento. Il concetto di moneta è un concetto relativo del tutto interessato.

Per Tsivopoulos senza passato non si può attuare nessuna sovversione o rottura. Il passato storico risulta dunque essere la memoria del conscio o dell’inconscio collettivo, in linea con la sua ricerca e la tesi di dottorato della curatrice del padiglione Syrago Tsiara sulla funzione dell’arte pubblica nella formazione dell’identità e della memoria nazionale.

Ogni episodio del film è dedicato a un personaggio estremamente contrapposto all’altro, allo scopo di rendere l’idea di crisi a multilivello. Ognuno di loro testimonia realtà differenti, parti della medesima società, interconnessi sottilmente e con eleganza.

Vediamo una vecchia collezionista di arte contemporanea affetta da demenza, che vive in una casa che sembra un museo e trascorre il suo tempo a fare fiori di origami con banconote in euro. Si aggira poi per un desolato paesaggio urbano un immigrato africano che, spingendo un carrello del supermercato in cerca di rottami da rivendere, scopre stupito tra i rifiuti gli origami dell’anziana signora. Infine, sempre per le strade e tra i murales della capitale greca vaga un giovane artista che annota sul proprio iPad spunti e ispirazioni per opere future.

Il titolo History Zero non implica la fine: implica invece un punto di ripartenza, recupero e sviluppo. È necessario allora cambiare l’auto-organizzazione e il nostro rapporto con le altre persone per divenire comunità dinamiche, dopo il crollo delle istituzioni finanziarie.

© Futuro Europa

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