TEN-T , Trans European Networks Transport

Le reti trans-europee (in acronimo TEN, dall’inglese Trans-European Networks) sono state definite dall’Unione europea con gli articoli 154-155-156 del Trattato di Maastricht del 1992, successivamente fu stabilita la base vera e propria con il Trattato di Amsterdam del 2/10/1997. Lo sviluppo ipotizzato a Maastricht era nell’ottica di creare un mercato unico ed aumentare il grado di coesione sociale favorendo l’interscambio di merci e culturale attraverso la libertà di movimento per beni, persone e servizi. Questa tipologia di reti TEN-T interconnette tra loro anche le reti nazionali ovviamente, ed ha notevoli ricadute sui livelli occupazionali e di investimento.

La Commissione europea ha quindi sviluppato delle linee-guida relative ad obiettivi, priorità, identificazione dei progetti di interesse comune e linee maestre per i tre settori coinvolti (trasporti, energia e telecomunicazioni). Il Parlamento europeo ed il Consiglio dell’Unione europea hanno approvato tali linee-guida dopo essersi consultati con il Comitato economico e sociale e con il Comitato delle regioni. L’azione della UE si esplicita tramite linee di finanziamento della Commissione Europea per lo sviluppo delle Reti Transeuropee di Trasporto che includono i grandi progetti prioritari per il trasporto su strada e combinato, vie navigabili e treni a grande velocità. I Finanziamenti  sovvenzionano  gli studi o lavori che contribuiscono agli obiettivi del programma, l’attuazione e la gestione sono in carico all’Agenza Esecutiva per la rete transeuropea di trasporto (TEN-T EA). La Direzione Generale Mobilità e trasporti (MOVE) della Commissione europea  mantiene la responsabilità generale, cura la programmazione e la valutazione del programma TEN-T. I progetti presentati devono prevedere il massiccio trasferimento del traffico di persone e merci dalla via stradale a quella ferroviaria, proprio per questo target ambientale sono soggetti ad una valutazione rigorosa dell’impatto ambientale prima di essere ammessi al finanziamento dell’UE.

Le reti TEN-T comprendono: la rete stradale trans-europea; la rete ferroviaria trans-europea (che a sua volta include sia la rete ferroviaria convenzionale trans-europea che la rete ferroviaria ad alta velocità trans-europea); la rete fluviale trans-europea e porti per la navigazione interna; la rete di porti marittimi trans-europea; la rete marittima trans-europea (detta anche “autostrade del mare”) (aggiunta all’elenco dalla Direttiva N. 884/2004/CE); la rete aeroportuale trans-europea; la rete combinata di trasporto trans-europea; la rete di informazione e gestione dello spedizionamento trans-europea; la rete di gestione del traffico aereo trans-europea che comprende il Single European Sky e i concetti di ricerca ATM sul Single European Sky; la rete di posizionamento e navigazione satellitare trans-europea.

Due sono gli obiettivi principali che si pone la UE con il progetto TEN-T, il primo è che la stragrande maggioranza dei cittadini e delle imprese europei non disti più di 30 minuti di viaggio dalla rete principale. Il secondo di raggiungere una riduzione del 60% delle emissioni dei trasporti, questi target hanno il limite temporale posto entro il 2050.

Fondamentalmente, la rete TEN-T è una rete multimodale di trasporto che favorisce un trasferimento massiccio del traffico di passeggeri e merci dal modo stradale a quello ferroviario e ad altri modi di trasporto. Tutti i progetti TEN-T sono sottoposti ad una valutazione rigorosa dell’impatto ambientale prima di essere ammessi al finanziamento dell’UE. A tal fine devono soddisfare tutti i requisiti di progettazione e sostenibilità previsti dalla legislazione ambientale dell’UE.

La nuova rete centrale collegherà  94 grandi porti europei con linee ferroviarie e stradali;  38 grandi aeroporti con linee ferroviarie che portano alle città principali;  15 000 km di linee ferroviarie convertite ad alta velocità;  35 progetti transfrontalieri destinati a ridurre le strozzature. Per arrivare a questo ambizioso progetto si dovranno superare le disparità qualitative tra i collegamenti nazionali; la mancanza o inadeguatezza degli stessi; la differenza tra gli stati riguardo norme e requisiti.

©Futuro Europa®

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