Thailandia, Giunta militare tra consensi interni e diffidenze internazionali

Bangkok – A meno di due mesi dal colpo di stato che ha consegnato il paese nelle mani del generale Prayuth Chan-Ocha, la popolarità della giunta militare ha raggiunto il suo massimo picco. Secondo un recente sondaggio della Suan Dusit Rajabhat University, infatti, oltre il 41% vedrebbe di buon occhio la nomina a primo ministro ad interim dello stesso Chan-Ocha. Nell’ottenere tale supporto popolare, oltre alla forte campagna di sensibilizzazione “Returning Happiness to Thai People”, certamente hanno contato i primi risultati in termini economici.

La giunta ha, di fatto, aumentato la spesa pubblica per rilanciare l’economia e per attrarre nuovi investimenti dall’estero, cominciando con un piano da due trilioni di bath per trasporto e infrastrutture, stabilizzando i prezzi dell’energia e dando nuovo ossigeno alle piccole-medie imprese. Una tra le mosse più anticipate e azzeccate è stata indubbiamente quella di accelerare i pagamenti degli “schemi riso” sottoscritti dal precedente governo presieduto da YingluckShinawatra. Tutto ciò è stato fatto eliminando diversi passaggi burocratici e legali per sbloccare il budget, nonché, deputando lo stesso Chan-Ocha a dirigere il Board of Investment (BOI) in veste di nuovo presidente esecutivo. Infatti, a seguito della sua nomina, una serie di progetti e investimenti per un valore di 120 miliardi di bath sono stati lanciati nell’arco di poche settimane.

Tutto ciò ha contribuito a restaurare la fiducia dei mercati e dei consumatori, quest’ultima è cresciuta notevolmente toccando il livello record di 75.1% alla fine dello scorso mese. Sebbene la banca centrale thailandese abbia rivisto al ribasso il tasso di crescita del PIL dopo un primo semestre costellato da tensioni e ribaltamenti politici, il secondo semestre si prospetta roseo con una crescita prevista intorno al 3.5% e nel 2015 potrebbe addirittura incrementare fino al 5%. Di certo, molto dipenderà dalla ripresa del settore turistico che è quello che più ha sofferto i postumi della crisi politica crollando dell’oltre 10%. Proprio in questi giorni, infatti, secondo un sondaggio condotto da Mastercard, Bangkok è stata estirpata dello scettro di città più visitata al mondo a scapito di Londra. Per rimediare a tale debacle del turismo, la giunta ha incrementato gli investimenti pubblici nel settore e ha invitato lo scorso mese mille tra giornalisti e blogger di viaggio per favorire il ripristino della fiducia tra i turisti stranieri.

Mentre il vento sembra tirare a favore del regime a livello domestico, non si può di certo dire altrimenti del supporto della giunta a livello internazionale, con Stati Uniti ed Europa in testa a monitorare attentamente gli abusi della libertà d’espressione e informazione che hanno già mietuto le prime “vittime” tra giornalisti e opinionisti contrari al regime. Il governo americano, ha già bloccato circa cinque milioni di dollari in aiuti internazionali e ha minacciato ulteriori sanzioni nel caso lo stato democratico non venisse ripristinato al più presto. Dalla sua l’Europa ha annunciato la cancellazione di tutte le visite ufficiali da parte di capi di governo e di stato europei. A deteriorare ulteriormente i legami della giunta con l’Occidente pare esserci anche il sospetto di un avvicinamento e rafforzamento delle relazioni bilaterali con la Cina.

Certamente al cospetto di tali resistenze a livello internazionale, le prospettive di rimanere al potere per la giunta si restringono notevolmente nonostante il supporto domestico, dunque l’annunciato passaggio di consegne a un governo transitorio previsto al termine di quest’anno e possibili nuove elezioni entro ottobre 2015 potrebbe subire un’accelerazione improvvisa. Di fatto, però, la prospettiva più realistica, per rimanere in tempi di mondiali calcistici, pare essere quella di una sfida tra legittimazione popolare domestica e supporto internazionale che si deciderà solamente ai rigori.

©Futuro Europa®

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