Venezuela: il Vaticano media tra chavisti e opposizione.

Giovedì 10 aprile è una data che sicuramente entrerà nei libri di storia del Venezuela. A Caracas, nel palazzo di Miraflores, sede della Presidenza della Repubblica, si sono incontrati Maduro con i suoi ministri, l’opposizione guidata da Capriles, i ministri degli esteri dell’UNASUR, Colombia, Brasile e Ecuador. Alla riunione era presente il nunzio Apostolico in Venezuela Aldo Giordano in rappresentanza del Segretario di Stato Vaticano Pietro Parolin e di Papa Francesco.

Lo scopo della riunione era trovare una via di uscita alla crisi che attanaglia sempre di più il paese sudamericano. Ben 41 morti, centinaia di feriti e migliaia di arresti sono il bilancio di più di un mese di scontri nelle strade tra manifestanti antichavisti e le varie forze di polizia, civile e bolivariana, a cui si sono aggiunti gruppi armati chavisti chiamati “coletivos”. Il Governo di Maduro era ogni giorno sempre di più sotto pressione per l’inflazione, la più alta nel mondo, l’insicurezza che fa del Venezuela uno dei paesi con più omicidi, la crisi alimentare, con crescente scarsità di alimenti di base come la farina di mais o l’olio vegetale. Voci anonime parlano di una crescente difficoltà della società petrolifera venezuelana nel fornire i 120.000 barili di petrolio giornalieri a Cuba. Cuba esercita un grande peso ideale nello chavismo, ma anche pratico nella vita del paese, dal settore sanitario a quello militare.

Nei giorni passati, un vecchio amico di Chavez e di Maduro, l’ex presidente del Brasile Lula, si era fatto interprete per trovare una soluzione a questa situazione. Senza mezzi termini aveva invitato Maduro a trovare un accordo con l’opposizione per dar vita addirittura ad un governo di unità nazionale. Sulla linea della trattativa si muove da tempo l’UNASUR (Unione delle Nazioni del Sud America), l’organizzazione fortemente voluta dal Brasile in contrapposizione all’OSA, dove sarebbe ancora forte l’influenza USA. Già nella sua visita di fine marzo, l’UNASUR avrebbe incontrato diversi settore della società venezuelana, compresa la MUD (Tavolo di Unità Democratica), principale forza di opposizione, e settori studenteschi. È in questa prima visita dell’UNASUR che Governo e opposizione concordano di chiedere al Segretario di Stato Vaticano Pietro Parolin di partecipare alla trattativa come “testimone della buona fede”.

Non si dimentichi che Parolin è stato per quattro anni Nunzio Apostolico a Caracas durante anni caldi anche di scontro tra Chiesa e Chiavismo. Il prelato ha lasciato un buon ricordo in molti settori, ecco perché, nella lunga riunione di giovedì 10 aprile, ben sei ore trasmesse in diretta TV come richiesto dall’opposizione, ha parlato il Nunzio Apostolico in Venezuela. Giordano ha letto due lettere, una di Parolin e l’altra di Papa Francesco. Parolin si scusa di non poter essere presente, ma dichiara la sua disponibilità per il futuro: il Venezuela, dice, gli è rimasto nel cuore. Papa Francesco richiama al dialogo “per riscoprire la base comune per portare a superare il momento di conflitto e polarizzazione”. La trattativa è partita, difficile fare previsioni in merito.

In relazione al Venezuela bisogna registrare positivamente la missione svolta a Caracas dal Sottosegretario italiano agli esteri con delega per il Sudamerica Mario Giro (dei Popolari per l’Italia). Giro ha ricordato come nel paese vivano due milioni di persone di origine italiana ed inoltre sembra che la sua missione sia servita ad ammorbidire alcuni settori chavisti contrari alla trattativa.

©Futuro Europa®

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