Cinema, la coppia Celentano-Muti

All’inizio degli anni Ottanta, Ornella Muti interpreta insieme ad Adriano Celentano due film di grande successo come Il bisbetico domato (1980) e Innamorato pazzo (1981), entrambi scritti, sceneggiati e diretti da Castellano e Pipolo. Il primo incassa più di quindici miliardi in soli tre mesi, ma entrambi consentono a Ornella Muti di alzare il suo cachet d’ingaggio fino alla cifra di trecento milioni a pellicola. Adriano Celentano era già un fenomeno, musicale e cinematografico, ma la sua notorietà ne esce ulteriormente rafforzata.

Il bisbetico domato mette in burletta la commedia di Shakespeare e racconta le avventure del misogino Elia Codogno, imprenditore agricolo nella zona di Voghera che vive con una governante di colore, versione comica della Mamie (Edith Peters) di Via col vento. Tutti vorrebbero trovare moglie al padrone di casa, dal prete alla governante, ma lui non vuol saperne di rinunciare alla libertà. Ornella Muti è l’affascinante Lisa, accolta sotto il tetto di Elia durante una notte tempestosa, che finisce per innamorarsi del burbero padrone di casa. La Muti si mette in testa di conquistare un uomo difficile e misterioso che non sembra sensibile al suo fascino. Le trovate comiche non sono il massimo dell’originalità e il film è girato quasi tutto in interni, ma il pubblico dell’epoca va in estasi. Ricordiamo una sequenza originale che vede Celentano commuoversi fino alle lacrime mentre guarda le comiche in televisione, ma subito dopo ride a crepapelle quando la Muti cade per le scale e si fa male sul serio.

La sceneggiatura prevede una battuta della bella attrice che cita Chaplin e i principi base della comicità: la caduta e la buccia di banana. Celentano la prende in parola. La pellicola si ricorda per diverse sequenze surreali: Celentano che parla con gli animali, un benzinaio (Sandro Ghiani) oggetto di continue prese in giro, la Muti che fuma la cicoria convinta che sia marijuana, una lite a suon di vasi cinesi e mobili rotti, la caccia ai malvagi cacciatori e il tango in balera mentre i protagonisti dormono in piedi. Funziona il capovolgimento dei ruoli e la situazione impossibile che vede la Muti pregare un uomo di andare a letto con lei. Ricordiamo un sensuale strip della bella attrice che passeggia per la casa in calze nere sorrette da ammiccanti giarrettiere, quindi si infila nel letto di Celentano, ma lui la respinge. Il film non è niente di più che una farsa surreale alla Celentano con un lieto fine scontato che vede il bisbetico sciogliersi d’amore per la bella Muti.

La canzone Innamorata incavolata a vita è un successo e la colonna sonora di Detto Mariano contribuisce alla piacevolezza della pellicola. Nel cast ricordiamo Milly Carlucci in versione sexy che contende alla Muti il fascinoso Celentano a suon di pugni e schiaffi. Pippo Santonastaso è un prete – allenatore di basket che per vincere la tentazione erotica suona a gran forza le campane. Una sequenza trasgressiva per i tempi quando mostra le mani segnate dalle corde a un Celentano che risponde confessando di spaccare legna quando sente di desiderare una donna. Jimmy il Fenomeno si intravede in un paio di sequenze dove interpreta un nevrotico tifoso di basket.

Innamorato pazzo segue di un anno per replicare il grande successo, raccontando l’improbabile storia d’amore tra una principessa (Muti) in visita a Roma e il conducente d’autobus Barnaba Cecchini (Celentano). Le differenze sociali non sono un ostacolo, vista la simpatia che sprigiona l’autista che finisce per coronare il sogno impossibile. Scritto e diretto da Castellano e Pipolo, ma Celentano – come al solito – ci mette del suo. Innamorato pazzo mostra uno straordinario Adolfo Celi nei panni di re Gustavo impegnato in alcuni duetti comici da avanspettacolo con Celentano, oltre alla scena della cena di corte dove il molleggiato diventa protagonista parlando di politica paragonandola alla circolazione degli autobus romani.

Tra i caratteristi d’eccezione il vigile urbano Dino Cassi che mette in scena una sequenza esilarante con il tramviere e il cameriere Jerry Bruno – entrambi comici dei Brutos – che serve il pranzo di corte. Tiberio Murgia (sardo) interpreta un venditore di tappeti arabo che al termine di un assurdo dialogo manda a quel paese Celentano in perfetto romanesco. Franco Diogene è un compassato capo cameriere. Enzo Garinei è il console che cerca di rimediare alla crisi finanziaria del suo paese e tenta di evitare il matrimonio tra il tramviere e la principessa. Mila Sannoner è la regina Betsy che rievoca i bei tempi di un vecchio amore per un gondoliere veneziano.

Innamorato pazzo è un film assurdo e strampalato, pieno di trovate slapstick, di comicità da cartone animato (la telefonata tra i due innamorati, la neve d’agosto, la lite con il forzuto…), ma tutto sommato piacevole e divertente, con tutti i limiti di una farsa sentimentale alla Celentano. Bene ha fatto chi ha coniato per questo genere di pellicole l’appellativo di Celentano-movie, perché sarebbero improponibili senza la presenza del cantante-attore. In questi film sono presenti molti temi cari a Celentano: pacifismo, amore per la natura, lotta alla droga e alla caccia, contrarietà a un progresso che non tenga conto delle esigenze umane. Buone le musiche di Bruno Zambrini con alcune sequenze che citano i tempi del musicarello. La stampa rosa parlò a lungo di un flirt Muti-Celentano, ma come siano andate davvero le cose lo sanno soltanto i diretti interessati.

©Futuro Europa®

[NdR – L’autore dell’articolo ha un suo blog “La Cineteca di Caino”]

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