Viktor

«Leggendo del presidente ucraino deposto, mi sono molto meravigliata di leggerne le passioni a dir poco bizzarre. Va detto però, che al di là dello spreco e dell’opulenza, regna su tutto un grande cattivo gusto. Posso dire senza timore di smentite che Yanukovich è un vero buzzurro dai gusti davvero a dir poco cafoni. La sua residenza è tutto un turbinio di ori e cristalli; soffitti di 10 metri e legno ovunque. Ogni tanto, qua e là, per addolcire tutto questo eccesso, una pantera di porcellana buttata lì, adagiata sulle scale come stesse digerendo la preda.

Ho avuto l’impressione che il capo architetto avesse seguito la corrente del “di più”. Ci sono solo 6 colonne corinzie rivestite in oro? Di più, mettiamocene anche qualcuna finta. La scala di legno di ebano del Mozambico è un pochino spoglia? Mettiamoci qualche orpello in oro, che so delle stelline che così sembra di salire in cielo, oppure abbelliamo con un intarsio che ricordi il tappeto di Alì Babà.

Ora però mi chiedo seriamente: ma questa gente, oltre ad essere inetta e pericolosa, come ha potuto spendere tutti questi soldi senza che nessuno vigilasse? Avete visto la faccia gonfia di vodka del povero Victor nella conferenza stampa quando è andato a piangere da Vladimir?

Settanta e più anni di educazione comunista hanno prodotto questi mostri che davvero declinano bene la parola corruzione. Non importa loro assolutamente nulla del popolo. Il caro Victor tiene a precisare, in una conferenza stampa sul placido Don, che lui è il presidente legittimamente eletto dell’Ucraina. Eppure lui spesso è stato accusato di brogli elettorali, diciamo che non era proprio lo specchio dell’onestà a detta anche di organizzazioni internazionali. Eppure mentre lui e i suoi parenti diventavano sempre più ricchi, il paese soffriva. Mentre lui delocalizzava alcuni comparti industriali in Russia e Cina, la gente non aveva lavoro. Che dire, c’erano tutti i presupposti per pensare che forse non era proprio cristallino nel suo lavoro.

Poi però, come spesso la storia dimostra, il popolo si sveglia, la piazza si sveglia. Ma non sempre è un risveglio sereno; viene liberata la Yulia Tymoshenko, ex premier, donna molto controversa. Nemmeno lei una santa. Era da 3 anni in prigione a causa di una condanna basata sull’accusa di aver sottoscritto nel 2009 (all’epoca era Primo Ministro) un accordo energetico con la Russia molto sfavorevole all’Ucraina.

Insomma una storia controversa, personaggi mediocri con troppo potere. Forse qui sta la chiave di lettura: arrivano al potere solo i mediocri, quelli che gridano meglio, i seminatori di diffamazione.

Tutto sembrerebbe svolgersi in uno dei tanti paesi dell’Africa Sub sahariana e non a due passi dall’Europa. Come sempre in questi casi ne esce sconfitto il popolo. E comunque, come da copione, come robe già sentite, abbiamo letto la dichiarazione dell’ambasciatore russo all’ONU che ha accusato i governi occidentali di aver soffiato sul fuoco della protesta ucraina fino a portare alla cacciata del povero presidente. Ha dimenticato un aggettivo: del povero presidente miliardario.»

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