Rino Gaetano – Sempre più blu (Docufilm, 2025)
Giorgio Verdelli non ci sorprende con questo documentario su Rino Gaetano, perché ormai consociamo il suo modo di lavorare – da Paolo Conte a Pino Daniele, passando per Enzo Jannacci – improntato a una volontà didascalica, da vero maestro di musica popolare e grande conoscitore del costume nazionale.
Rino Gaetano viene fuori da un collage di interviste che si alternano a frammenti di esibizioni, spettacoli, interventi televisivi e (soprattutto) brani canori fondamentali, più o meno noti. Uno spaccato d’epoca, raccontato anche da chi non c’era ma che ha amato successivamente Rino Gaetano, autori interessanti come Brunori Sas, Lucio Corsi, Sergio Cammariere (che si è scoperto parente!) e Giordana Angi. Rino Gaetano è stato un cantautore impegnato diverso dagli altri, una voce insolita e ineguagliabile, permeata di ironia e sarcasmo, irriverente nei confronti del potere e di vetrine come Sanremo, dove partecipava senza mai modificare il suo stile.
Rino Gaetano-Sempre più blu esce in occasione del Festival di Roma 2025 per approdare nelle sale dal 24 al 26 novembre, adesso sbarca su Rai Tre e su Rai Play, quindi può essere visto da tutti, senza particolari problemi. Il documentario celebra i cinquant’anni de Ma il cielo è sempre più blu, una delle canzoni simbolo di Gaetano, grazie a Sudovest Produzioni e Indigo Film in collaborazione con Rai Documentari. Primo vero ritratto cinematografico di un cantante partito da Crotone e morto nel 1982 – a soli 32 anni – per un assurdo incidente stradale (ancora avvolto nel mistero), dopo aver raggiunto il successo con brani come Berta filava, Gianna, Mio fratello è figlio unico e Nun te regghe più.
Prima di questo lavoro c’era stata una fiction di Rai 1 con Claudio Santamaria protagonista – che partecipa al documentario – ma questa volta la famiglia ha collaborato in pieno e nell’opera di Verdelli non c’è niente di romanzato. Il regista (anche sceneggiatore) evita ogni eccesso di biografia sentimentale, cercando – come da sempre suo stile – di far venire fuori l’essenza del cantante grazie a interviste fatte a persone che l’hanno conosciuto e citando brani musicali. A nostro parere riesce in tale intento, perché piazzando certe canzoni al posto giusto commuove lo spettatore che ha vissuto quel periodo storico, compiendo una meritoria “’operazione ricordo”. Rino Gaetano è un cantante che ancora viene ascoltato e celebrato dai giovani per la sua forza dirompente, per essere sempre stato fuori dagli schemi e oltre ogni moda del momento. Era un uomo libero, ironico, intelligente, autore di testi profondi, persino poetici, anche se molti critici non l’hanno apprezzato trattandolo come una sorta di clown. Invece era un vero artista. Il documentario fa capire a tutti – persino a chi non l’ha conosciuto – quanto manchi nel panorama musicale contemporaneo una simile figura.
Tra le persone chiamate a parlare di Rino Gaetano citiamo la sorella Anna, il nipote Alessandro, Danilo Rea, Shel Shapiro, Edoardo De Angelis, Ernesto Bassignano, Tommaso Labate, Peppe Lanzetta, Claudio Santamaria, Paolo Jannacci e Valeria Solarino. Nel documentario apprezziamo una traccia inedita dal titolo Un Film a Colori – Jet set e una vecchia intervista video con Lucio Dalla che racconta il primo incontro in autogrill con Rino Gaetano, da lui introdotto alla RCA, dopo avergli dato un passaggio per Roma.
Verdelli, che ha conosciuto bene il cantautore negli ultimi anni della sua vita (dal 1978 al 1982), ha saputo mettere in quest’opera tutta la sua passione per un’artista ironico e umile, vero fino in fondo, immediato e sincero. Rino Gaetano era un cantautore senza spocchia e infingimenti, capace di mettere alla berlina i nostri difetti oltre a saper prendere in giro sé stesso.
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