Italia delle Regioni

Nel corso della recente audizione della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome, nell’ambito dell’indagine conoscitiva “Made in Italy: valorizzazione e sviluppo dell’impresa italiana nei suoi diversi ambiti produttivi”, presso la commissione Attività produttive della Camera dei Deputati, Alessandro Galella, assessore della Regione Basilicata, coordinatore vicario della Commissione Sviluppo Economico della Conferenza delle Regioni così ha sintetizzato la posizione delle regioni: “il governo dovrebbe immaginare di offrire degli strumenti comuni sui territorio, creare dei finanziamenti specifici per realizzare in ogni Regione degli uffici che abbiano le competenze necessarie per attrarre gli investimenti internazionali, che tra l’altro sono rare, o per permettere la formazione specifica in questo settore di dipendenti pubblici già assunti”.

Per Galella gli eventi che vengono organizzati a livello internazionale dovrebbero essere condivisi con la Conferenza delle Regioni per dare la possibilità alle Regioni e alle aziende di potervi partecipare; offrire alle piccole e medie imprese che hanno più difficoltà a entrare nei mercati internazionali di far parte delle piattaforme digitali; dare più incentivi alle ZES (zone economiche speciali) e sburocratizzare il più possibile le imprese che vogliono lavorare in queste zone; attrarre aziende internazionali tramite uffici dedicati in ogni regione.

Galella ha poi osservato che si è preso coscienza del fatto che “l’Italia è tra gli ultimi paesi d’Europa per l’attrazione di investimenti internazionali e riteniamo che con una stretta collaborazione con la Conferenza delle Regioni e con la commissione per l’internazionalizzazione si possano ottenere risultati importanti in breve tempo”.

Il Ministro per lo Sport e i Giovani, Andrea Abodi, nel suo intervento dal palco della XII Assemblea di Associazione Nazionale Comuni Italiani Giovani tenutasi a Treviso ha dichiarato: “Un terzo dei giovani ci chiede una scuola ed una formazione migliore, da parte mia mi impegno a fare di tutto per costruire un ponte tra loro e il mondo del lavoro. Intendo farlo partendo dalla conoscenza delle sponde su cui costruire: i giovani e le loro esigenze da un lato e le comunità territoriali dove vivono, dall’altro, grazie al rapporto che intendo sviluppare con Anci”.

Venendo poi al tema delle possibilità che si aprono nella stagione del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, il ministro Abodi ha evidenziato che “non è solo un problema di risorse che ci sono, ma anche di progettualità e di dedizione costante nel portarli avanti. Solo così – ha precisato – potremo dare risposte concrete alle nostre comunità venendo incontro alle esigenze delle fasce giovanili che rischiano altrimenti di arrendersi”.

Abodi ha poi invitato a scrollarsi di dosso la sindrome del parlare concentrandosi invece sulla logica del fare: “dobbiamo valorizzare al massimo quello che abbiamo fatto ed in questo senso utilizzare al meglio tutte le risorse della comunicazione”.
Infine, un tema che sta particolarmente a cuore al ministro, il legame tra scuola e sport: “Ci impegneremo per farlo entrare veramente nella programmazione scolastica. Nella scuola lo sport è marginale e incidentale. Due scuole su quattro non hanno una palestra e dove c’è può essere migliorata. Dobbiamo investire di più, c’è un divario tra noi e l’Europa, nei paesi più civili si fa un’ora all’educazione fisica al giorno. Il problema qui, anche volendo, è dove lo fai”.

“Dovremmo ripristinare i Giochi della Gioventù, vorrei si accompagnasse alla socializzazione sportiva un concetto di interdisciplinarietà, parlare di sport assieme ad educazione civica, dell’alimentazione, cultura dell’ambiente. Si aiuterebbero le scuole ad arricchirsi di contenuti che vanno oltre la cultura dello sport”.

Al ministro Abodi ha risposto il Vicepresidente vicario di Anci Roberto Pella che, anche in qualità di delegato alle politiche giovanili e allo sport, ha riconosciuto ad Abodi il massimo impegno per venire incontro alle esigenze e alle richieste dei comuni. “Grazie ad una collaborazione molto stretta, anche con il Dipartimento allo Sport di Palazzo Chigi, abbiamo sbloccato tanti progetti e tante risorse soprattutto per le amministrazioni del Sud. Con il ministro ci unisce un percorso comune che è una garanzia per la nostra futura collaborazione”.

Pella ha poi indicato alcune priorità su cui confrontarsi con il governo: “Il lavoro per i giovani e spingere molto sulla loro formazione, senza dimenticare il tema del costo delle abitazioni e degli incentivi da concedere alle giovani coppie. Senza dimenticare l’importanza del legame tra sport ed inclusione sociale che sono un connubio perfetto”. Infine, dal vicepresidente vicario un momento di orgoglio per l’attività svolta in dodici anni da Anci Giovani: “E’ una scommessa vinta dall’Anci, una delle migliori degli ultimi anni”, ha concluso.

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