La politica estera del Governo Meloni

Da professionista del mestiere, non posso che approvare la politica estera del Governo Meloni in questi primi cento giorni. Le mosse in Europa, tra cui la recente visita del Presidente del Consiglio Europeo Michel, gli accordi militari con la Francia, il fermo appoggio all’Ucraina (passando oltre alle fibrillazioni di qualche alleato) sono segni di intelligenza e di comprensione della nostra collocazione dei nostri interessi reali e profondi.

Altrettanto anche per l’attenzione al Mediterraneo. Questo è un filone presente nella nostra politica, talvolta in modo un po’ velleitario, dai tempi di Fanfani, tanto da aver suscitato sospetti, ingiusti, di vocazione terzomondista. E i socialisti ai tempi di Craxi e De Michelis l’avevano sviluppato, mirando a concreti vincoli economici. Io stesso ho accompagnato De Michelis in Algeria e svolto missioni riservate in Libia, sempre conscio di servire così gli interessi dell’Italia e trovando sempre interlocutori ben disposti verso di noi. Basta guardare una carta geografica per capire quanto quell’area sia importante per noi dal punto di vista strategico e della sicurezza, ma vi si aggiunge il ruolo di Algeria, Libia ed Egitto come fornitori di energia e importatori dei nostri prodotti industriali. Anche se NATO e UE sono i pilastri fondamentali della nostra sicurezza e gli assi della nostra politica estera, il Mediterraneo è un’area alla quale dobbiamo dedicare la massima attenzione. Mario Draghi lo aveva capito e ha messo lui la Meloni sulla buona strada.

C’è un’altra grande area che non va trascurata: l’America Latina. Paesi come l’Argentina ospitano milioni di originari italiani e in futuro, se si spegneranno i populismi che guastano vari di quei regimi, possono essere fornitori credibili di alimenti e di gas. La Germania lo ha capito ed è presente in una zona dalla quale, dal Governo Berlusconi in poi, siamo stati colpevolmente assenti.

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Un Commento

  • Purtroppo devo dargli proprio ragione sulla non dovuta attenzione dell’Italia verso l’America Latina occasione colta a proprio beneficio per altri paesi cina in primis, per non parlare della battaglia sociale e culturale che se viene realizzando mettendo sotto scacco il mondo libero, chissà se questo governo prenderà finalmente consepolezza del ruolo primario che può aver in quelli latitudini, l’influenza italiana qualitativa e quantitativa continua a essere vitale per queste economie.

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