Italia delle Regioni

La Conferenza delle Regioni, nell’augurare buon lavoro al Presidente del Consiglio Giorgia Meloni e ai Ministri del nuovo Governo, rinnova la disponibilità per una proficua collaborazione con l’esecutivo”, queste le dichiarazioni augurali rivolte da Massimiliano Fedriga, presidente della Conferenza delle Regioni, al nuovo esecutivo. “Intendiamo condividere le responsabilità e le sfide che il nostro Paese ha di fronte, consapevoli che insieme le istituzioni possano superare le difficoltà e affrontare passaggi fondamentali”. Per questo il presidente della Conferenza delle Regioni ha convocato per lunedì 24 ottobre la Conferenza delle Regioni per discutere un’agenda di priorità da inviare.

Fedriga: “Dopo la fiducia delle Camere siamo pronti a lavorare con il nuovo Governo secondo la leale collaborazione e cooperazione istituzionale”. Nello specifico: “Crisi energetica, competenze e qualità dell’aria e fine ciclo dei rifiuti, sono alcune delle priorità e criticità individuate dalla Conferenza delle Regioni da sottoporre all’attenzione del neo ministro Pichetto Fratin”, dichiarano gli Assessori Gianni Lampis e Anita Pili, Coordinatori della Commissione Ambiente ed Energia della Conferenza delle Regioni.

“In particolare – evidenzia Pili – vogliamo sottolineare che le Regioni, come già rappresentato nel documento della Conferenza delle Regioni del 14 settembre 2022, sono pronte a collaborare con il Governo proponendo misure a breve, medio e lungo termine per affrontare le difficoltà che hanno i territori nel rispondere alle urgenti esigenze di famiglie e imprese”.

“Sul lato ambientale – precisa l’Assessore Lampis – è necessario un intervento normativo che metta al riparo le competenze amministrative in materia ambientale, così come declinate nei territori per non creare incertezze che ricadrebbero sui tempi di realizzazione degli interventi previsti dal Pnrr. È altresì necessario, sul fronte della qualità dell’aria, che l’Italia rappresenti in sede europea le difficoltà delle Regioni del bacino padano a rispettare ulteriori restrizioni sul fronte dei limiti alle emissioni, i quali notoriamente non dipendono soltanto dall’impatto antropico sull’ambiente, ma anche dal contesto geografico ed orografico. Infine, occorre continuare il confronto sull’end of waste al fine di dare certezza agli operatori economici e contribuire all’attuazione dei principi dell’economia circolare.

In particolare, nel documento della Conferenza delle Regioni del 24 ottobre sono state approvate le “Proposte strategiche delle Regioni e delle Province autonome per i prossimi provvedimenti legislativi della nuova legislatura e sulla legge di bilancio dello Stato 2023-2025”. Il documento si suddivide in diverse tematiche, fra queste anche quella relativa all’Ambiente e green economy.

Questi i temi prioritari che sono stati evidenziati dalla Conferenza delle Regioni al Presidente del Consiglio dei Ministri, al Governo e ai suoi Ministri per le competenze d’interesse:

Riforma istituzionale in materia ambientale. La recente giurisprudenza costituzionale ha dichiarato l’incostituzionalità delle deleghe di funzioni amministrative in materia ambientale alle Province o altri enti ritendendo che il legislatore, nell’attribuire le funzioni ai diversi enti, abbia già effettuato ex ante la valutazione di adeguatezza della titolarità delle funzioni (in via generale ai Comuni ed, in secondo luogo, agli altri enti territoriali, Province e Regioni) e che tale valutazione non possa, sostanzialmente, essere messa in discussione nelle materie di competenza esclusiva statale, qual è la tutela dell’ambiente. Tale interpretazione se confermata in ricorsi contro le altre leggi regionali determinerebbe oltre a prevedibili impatti procedimentali sulle autorizzazioni in corso, gravi problemi organizzativi, con il rischio del sostanziale blocco delle procedure autorizzative, compromettendo anche l’attuazione degli obiettivi fondamentali del PNRR, ossia lo sviluppo dell’economia circolare e la bonifica dei siti orfani. Alla luce di ciò si rende necessaria una modifica alla vigente disciplina normativa che consenta alle Regioni la possibilità di subdelegare funzioni amministrative in ambito ambientale anche prevedendo, ove necessario, forme di supporto agli enti subdelegati.

Necessità di un coinvolgimento delle Regioni nell’elaborazione dei decreti «end of waste» (Cessazione della qualifica di rifiuto di cui all’art. 184 ter del DLgs n. 152/2006), sulle procedure autorizzative semplificate per operazioni di preparazione per il riutilizzo di rifiuti (art 180-bis comma 2 D.Lgs. 152/2006), sulla revisione della normativa sul riutilizzo dei fanghi da depurazione in agricoltura e sulla definizione delle garanzie finanziarie per esercizio attività di gestione rifiuti – art. 195 co. 2, lett g) del D.Lgs. n. 152/06.

Qualità dell’aria. Situazione di inquinamento dell’aria nei limiti previsti indicati dalla direttiva 2008/50/ CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 21 maggio 2008 e per le finalità di cui all’articolo 10, comma 1, lettera d), della legge 7 luglio 2009, 88. Si ricorda, inoltre, che le somme stanziate dal DL 59/2021 (art.2, c.1 bis, lett.d) per tali finalità sul Fondo Sviluppo e Coesione non sono state ancora ripartite fra le regioni, in considerazione della crisi energetica in atto e dei relativi risvolti sociali, di un regime di deroghe temporanee alle misure restrittive finalizzate al raggiungimento dei valori obiettivi di qualità dell’aria, in particolare relativamente alle limitazioni riferite alla combustione della legna e alla circolazione di autoveicoli privati, interloquendo nel contempo nelle opportune sedi europee per scongiurare l’apertura della procedura sanzionatoria ex art. 260 TFUE.

Presidio e riqualificazione territoriale. Istituzione di un fondo nazionale permanente destinato a finanziare interventi di bonifica, alimentato anche mediante il rafforzamento della persecuzione del risarcimento di danni ambientali.

Cambiamenti climatici e dissesto idrogeologico. Le Regioni auspicano una ripresa tempestiva del percorso nazionale per governare l’adattamento delle politiche nazionali ai cambiamenti climatici, con il pieno coinvolgimento delle Regioni, interessando non solo gli aspetti ambientali, ma anche quelli economici e sociali. In particolare, visto l’impatto devastante che i fenomeni metereologici estremi hanno sul fragile territorio italiano le Regioni evidenziano la necessità di misure utili a prevenire il verificarsi di eventi catastrofici come quello occorso nelle Marche nel settembre 2022 e a prevenire l’impatto di periodi siccitosi analoghi a quello verificatosi nell’estate 2022.

Attuazione della Strategia per lo Sviluppo Sostenibile (SNSvS) e delle Strategie regionali per lo sviluppo, con conferma del Tavolo Nazionale per lo sviluppo sostenibile quale luogo di confronto tra Governo e Regioni/Province Autonome sui temi dello sviluppo sostenibile, allargato alle Città Metropolitane per le tematiche di interesse.

Natura Biodiversità. È necessario istituire un fondo che finanzi l’attuazione delle misure di designazione dei SIC (Siti di importanza comunitaria) quali ZSC (Zone di Protezione Speciale) e che siano stabilite, per le stesse, le misure di conservazione necessarie che tengano conto delle esigenze ecologiche.

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