La caduta di Boris Johnson

Tanto tuonò che piovve. La caduta di Boris Johnson era ormai prevedibile e quasi scontata, ma la quasi oscena pervicacia nel restare attaccato alla poltrona la aveva messa in dubbio fino alla fine e c’è voluta la rivolta di una cinquantina di membri del governo o dirigenti del partito conservatore per forzargli la mano. I commenti dei maggiori quotidiani inglesi, soprattutto del Guardian, sono giustamente impietosi. Gli aggettivi si sprecano: mentitore, cialtrone, arrogante, buffone, una carriera tutta costruita sulla provocazione e la menzogna etc.  Qui possiamo solo aggiungere quello che scrivemmo di Trump: che personaggi del genere, populisti egocentrici da repubblica delle banane non dovrebbero esistere in un Paese avanzato, democratico e civile dell’Occidente. Il Partito conservatore se ne è accorto un po’ tardi e il guaio è fatto ed è forse irreparabile.

Nessuno sa con certezza cosa accadrà ora. La prima questione è chi gli succederà come leader del partito e Primo Ministro; i candidati sono molti, nessuno però pare per ora raccogliere la maggioranza. Bisognerà inoltre vedere se Johnson se ne andrà subito (come molti deputati Tory vorrebbero) o aspetterà la nomina del suo successore, che non avverrà prima dell’autunno. Sembra una questione poco rilevante, e invece lo è: Dio sa che altri guasti potrà fare il PM nei prossimi tre mesi.

Vediamo ora le conseguenze internazionali. Chiunque sia il successore, c’è da augurarsi che abbia verso l’Europa un atteggiamento di buon senso e non rimetta in causa gli accordi già solennemente firmati. Dei candidati, Jeremy Hunt è forse il più qualificato per questo. Poi c’è la guerra in Ucraina. Tra le sue follie, errori e scandaletti vari, Boris Johnson aveva però visto giusto nel proporsi come il più solido alleato dell’Ucraina subito dopo gli Stati Uniti e fornendo a Kiev rilevanti aiuti finanziari e militari. Perché la sua caduta non significhi un vantaggio per Mosca, è da sperare che il governo di Londra, o quello interinale o quello che sorgerà dalla scelta del Partito conservatore, resti fermamente su questa linea.

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