UE, verso il caricabatteria universale

A inizio maggio il Parlamento europeo ha deliberato di appoggiare la proposta della Commissione sull’introduzione di un caricabatteria standardizzato per telefoni cellulari e altri piccoli dispositivi elettronici, come tablet, lettori e-book, telecamere smart. Già in precedenza il PE aveva spinto spesso la stessa Commissione a presentare una proposta su un caricatore universale per affrontare il problema dei rifiuti elettronici e agevolare i consumatori. Nel 2014, il Parlamento aveva proposto un caricabatteria comune per tutti i cellulari durante le negoziazioni della direttiva Radio Equipment (RED). Ora la proposta dell’UE tende a rendere il cavo USB-C lo standard per la ricarica dei dispositivi elettronici di piccole dimensioni. La grande varietà tipi di caricabatteria per i diversi dispositivi portatili crea disagi ai consumatori e produce tonnellate di rifiuti elettronici innecessari. Per raggiungere gli obiettivi ambientali e ridurre i costi, l’UE vuole introdurre un caricabatteria universale. Secondo le stime della Commissione, “La riduzione della produzione e dello smaltimento di nuovi caricabatterie ridurrà la quantità di rifiuti elettronici di quasi mille tonnellate all’anno e contribuirà ad aiutare i consumatori a risparmiare 250 milioni di euro all’anno su acquisti di caricabatterie non necessari“.

La percentuale di consumatori che hanno riscontrato problemi legati ai caricabatteria dei telefoni negli ultimi due anni, secondo uno studio del 2019 della Commissione europea, è arrivata a toccare l’84%. Tutto questo malgrado per dieci anni il Parlamento europeo abbia spinto verso l’introduzione di un caricabatteria universale per i dispositivi elettronici portatili, promuovendo iniziative su base volontaria, che hanno ridotto il numero dei tipi di caricatori, ma si sono risultate insufficienti per soddisfare gli obiettivi dell’UE sulla riduzione dei rifiuti elettronici. Ora l’iniziativa è volta a tagliare i rifiuti elettronici e a tutelare i consumatori alle prese con sistemi di alimentazione differenti e ben presto obsoleti. Con l’approvazione del Parlamento europeo il cavo unico potrebbe ricaricare i dispositivi di tutti gli europei dalla metà del 2024, tutti i produttori dovranno utilizzare un punto di ricarica comune USB-C e rendere i protocolli software di ricarica interoperabili tra marchi. Anche Apple dovrebbe modificare il suo attuale sistema di cavo Lightning, malgrado le ire della casa dell’iPhone, con una nota: “Una regolamentazione severa che imponga un solo tipo di connettore soffochi l’innovazione anziché incoraggiarla. Apple è sinonimo di innovazione e si preoccupa profondamente dell’esperienza del cliente. Alcuni dei pensieri più innovativi di Apple vanno verso la costruzione di prodotti con materiali riciclati e rinnovabili”.

Rispetto la proposta della Commissione, gli europarlamentari hanno chiesto una serie di modifiche volte a migliorare l’impianto legislativo: aggiungere lettori e-book, laptop a bassa potenza, tastiere, mouse e giocattoli elettronici all’elenco dei dispositivi soggetti. Per stare al passo con le nuove tecnologie, gli europarlamentari propongono di astenersi dall’armonizzare le soluzioni di ricarica wireless (detta anche ricarica a induzione, ovvero ricarica senza cavi) e di incorporare nella legislazione le tecnologie e gli standard più pertinenti e rilevanti fino alla fine del 2026. La nuova normativa, prevede il cosiddetto “unbudling” (o separazione) dei dispositivi dai caricabatteria, fornendo ai consumatori la possibilità di acquistare un nuovo dispositivo con o senza il rispettivo caricatore; gli europarlamentari vogliono che venga indicata la presenza o meno di un caricabatterie. Gli europarlamentari vogliono che la nuova legislazione comprenda le garanzie contro i prodotti non conformi o il mancato rispetto degli obblighi informativi. Gli europarlamentari propongono di monitorare regolarmente le nuove tecnologie per consentire di rivedere l’applicazione della normativa alla luce delle nuove tecnologie di ricarica.

Anna Cavazzini (Verdi/ALE, Germania), presidentessa della commissione per il mercato interno e la protezione dei consumatori, sulla proposta di un caricatore universale presentata dalla Commissione, ha dichiarato: “Nell’ultimo decennio, il Parlamento europeo ha spinto la Commissione a presentare una proposta su un caricatore universale al fine di affrontare il problema dei rifiuti elettronici, rendere la vita più facile ai consumatori e consentire loro di fare scelte sostenibili. Questa iniziativa include molti elementi importanti per la nostra commissione, come l’armonizzazione del punto di ricarica che consente il buon funzionamento del mercato interno, un elevato livello di protezione dei consumatori e la riduzione dei rifiuti elettronici. Dobbiamo finalmente liberarci dell’ingombro di cavi nei nostri cassetti; ne abbiamo abbastanza di avere nello zaino il cavo di ricarica sbagliato per il dispositivo che stiamo trasportando. Cavi di ricarica uniformi aiuteranno i consumatori a risparmiare denaro e a risparmiare le risorse del pianeta. Le apparecchiature elettriche ed elettroniche continuano ad alimentare uno dei flussi di rifiuti in più rapida crescita nell’UE. È particolarmente importante che le norme proposte si applichino non solo agli smartphone ma anche ai tablet e ad altri dispositivi mobili, come richiesto dal Parlamento. Occorre tener conto dei rapidi sviluppi tecnologici, tanto più che la Commissione ha già perso così tanto tempo. Il Parlamento lavorerà ora su questa proposta legislativa. Faremo del nostro meglio per garantire un’agevole cooperazione con la Commissione e il Consiglio al fine di raggiungere un accordo che andrà a beneficio dei consumatori europei e dell’industria, con al centro gli obiettivi del Green Deal europeo”.

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