La (in)sicurezza europea

Il giro di incontri NATO-Russia di questa settimana non ha dato alcun risultato. Le tensioni, anzi, paiono essersi ancora accresciute. L’Ucraina è stata oggetto di un cyber-attack massiccio, e la Russia continua ad accumulare uomini e mezzi militari ai suoi confini. Portavoce americani hanno dichiarato che Mosca ha già inviato agenti provocatori in Ucraina, allo scopo di preparare un incidente che giustifichi l’intervento militare russo. La situazione, purtroppo, ricorda quella esistente prima dell’aggressione nazista alla Polonia: stessi metodi, stessa tecnica, stesso sfacciato ricorso alle menzogne. Putin si sta dimostrando un degno alunno della malfamata KGB.

Mentre noi, e la nostra stampa così provinciale, ci appassioniamo alle prospettive quirinalizie di Berlusconi  e agli alti e bassi della pandemia (compresi i deliri dei no-vax), quella che si sta preparando a scadenza non lontana è una crisi in Europa senza precedenti dalla fine della Seconda Guerra Mondiale e dal Ponte Aereo di Berlino, crisi che, ci piaccia o no, riguarderà tutti.

Che succederà veramente se Putin attaccherà l’Ucraina? NATO e Occidente non potranno stare a guardare. Il minimo saranno pesanti sanzioni economiche e politiche che, di rimbalzo, nuoceranno a tutti noi, e il ritorno a uno stato di Guerra Fredda.

Può avvenire di peggio? Forse. Il Presidente ucraino Zelensky ha proposto un vertice a tre con Biden e Putin nel tentativo di scongiurare la crisi, ma sembra piuttosto un tentativo disperato. Questi incontri portano, o a una nuova Monaco, o a una rottura davvero irreparabile.

Le chiavi le ha in mano Putin (come a quel tempo Hitler). Se si tratta di una audace, spregiudicata giocata di poker per forzare l’avversario alle concessioni volute (assicurazione che Ucraina e Georgia non entreranno nella NATO, ritiro di certi materiali militari dai paesi dell’Est), è un caso. Se Mosca vuole in realtà annettersi tutta o parte dell’Ucraina e quanto avviene è solo una cortina di fumo, il caso è peggiore. Ma si tratta in ambedue i casi di un gioco molto, molto pericoloso.

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