Cronache dai Palazzi

“Il Paese quest’anno crescerà oltre il 6%”, ha rimarcato il premier Mario Draghi a ridosso dell’approvazione della manovra da parte del Consiglio dei ministri. Una crescita che dovrà essere equa e sostenibile e non trascurare la situazione dei giovani e delle donne, fattori essenziali di una crescita strutturale come gli incentivi per le imprese e pensioni ristrutturate tra cui Opzione donna. “L’obiettivo è il ritorno al contributivo” – ha affermato il premier a proposito di sistema pensionistico – ma prevedendo degli aggiustamenti.

La manovra per il 2022 sarà una “manovra espansiva, in cui si migliora la spesa sociale, anche perché non esiste buona crescita senza coesione sociale”. Si prevedono 12 miliardi (non più 8) per la riduzione delle imposte. In particolare “nel triennio 2022-2024 ci saranno quasi due miliardi di riduzione delle tasse”. Una cifra molto cospicua, si potrebbe dire inedita, sarà invece messa a disposizione per gli investimenti: “Saranno 540 miliardi di euro nei prossimi 15 anni, considerando sia le risorse del Piano nazionale di riforme, sia i fondi già stanziati sia quelli di questa legge di Bilancio”. Del taglio fiscale, nello specifico, Palazzo Chigi deciderà insieme al Parlamento e alle parti sociali.

Crescita ed equità sono i due binari fondamentali. “È un momento per l’Italia molto favorevole, dobbiamo essere capaci di mantenere questa crescita anche negli anni a venire”, ha sottolineato il presidente del Consiglio. ”Gli ultimi due trimestri sono stati notevoli, il quarto si preannuncia egualmente positivo. L’Italia cresce molto ora, ma questa legge di Bilancio non assicura che questa crescita continui in futuro, dovranno essere gli italiani a contribuire, ma oggi si gettano le basi perché continui a un livello più alto e sia anche più equa”, ha ammonito Mario Draghi che, rimarcando altre questioni fondamentali, ha aggiunto: “Dal problema delle pensioni così come dal problema del debito pubblico si esce solo crescendo molto. E questo è lo spirito di questa legge”.

Tra le questioni più spinose la revisione dei parametri del Reddito di cittadinanza, cavallo di battaglia dei Cinque stelle. Il tema è stato affrontato dal Consiglio dei ministri e il leader dei pentastellati, l’ex premier Giuseppe Conte, si è confrontato con il premier Draghi cercando di difendere la struttura originaria della misura. L’esecutivo ha comunque stilato regole più rigide per cui si perderà il diritto al sussidio qualora si rifiuterà la seconda proposta di lavoro, e chi non accetterà la prima proposta di lavoro si ritroverà con un assegno ridimensionato. “Condivido il principio del Reddito di cittadinanza, ma bisogna che abbia un’applicazione che sia esente da abusi e non sia da intralcio al funzionamento del mercato del lavoro”, ha sottolineato il premier Draghi, rimarcando che il governo sta ancora ragionando sul décalage.

“È chiaro che il sistema precedente non ha funzionato. È stato un disincentivo al funzionamento del mercato del lavoro, almeno ‘in bianco’, in tanti casi invece ha incentivato il lavoro in nero, associato a quello che non è stato pensato come un sussidio. Quindi i controlli saranno diversi e molto più precisi, anche ex ante”, ha assicurato il premier. Il ministro del Lavoro, Andrea Orlando, l’ha definita “una razionalizzazione dell’istituto” che “prevede un meccanismo che spinge di più alla ricerca di lavoro”. Il sussidio “per gli occupabili non deve essere un ostacolo all’accettazione di proposte di lavoro”, ha puntualizzato il premier Draghi, e “non deve ostacolare il funzionamento del mercato del lavoro”.

Per le pensioni sarà un anno di transizione. Dopo lo stop di Quota 100 l’impegno del governo “è tornare al sistema contributivo. Quota 100 finisce quest’anno e la nuova misura prevede una transizione a Quota 102, con 38 anni di contributi e 64 anni di età, e abbiamo rafforzato Opzione donna e Ape social”, ha spiegato il presidente del Consiglio, ricordando che “il governo è disponibile al confronto intenso con le parti sociali” e anche con il Parlamento.

In definitiva “l’obiettivo è il pieno ritorno al contributivo che è la scatola dentro cui tante cose si possono aggiustare”, tra cui “recuperare al lavoro chi ne è uscito e si trova in nero”, favorire il lavoro per i giovani, ma anche per i più maturi che sono andati in pensione ma vorrebbero lavorare e “bisogna fare in modo che lo facciano senza essere puniti”. Tornando al contributivo l’età a cui andare in pensione (dal 2023) dovrà essere chiara ma a riguardo è in corso un lavoro di analisi svolto da governo e parti sociali.

La manovra prevede la proroga dell’Ape sociale fino al 31 dicembre 2022 allargando la platea di coloro che potranno andare in pensione a 63 anni con 36 anni di contributi, definendo nello specifico 23 nuove categorie di lavori gravosi tra cui insegnanti di scuola materna e primaria, operai specializzati, tecnici della salute, estetisti, agricoltori, portantini, addetti alle pulizie, magazzinieri, conduttori di macchinari per l’estrazione di minerali. Per quanto riguarda “Opzione donna” serviranno 60 (61 per le lavoratrici autonome) anni di età e non più 58 (59) e 35 anni di contributi. Si prevede inoltre un Fondo, circa 200 milioni l’anno, per l’uscita anticipata dei lavoratori delle Piccole e medie imprese in crisi con almeno 62 anni di età. Un decreto interministeriale disciplinerà tale Fondo.

La riduzione della pressione fiscale e contributiva corrisponde al primo articolo della manovra e prevede “l’utilizzo di un ammontare di risorse pari 8 miliardi di euro annui a decorrere dal 2022”, che arrivano globalmente a 12 considerando le risorse messe a disposizione a favore di altre misure quali la riduzione delle bollette e gli interventi su Iva, plastic e sugar tax. Il taglio delle imposte comporta inoltre una revisione “organica del sistema delle detrazioni per redditi da lavoro dipendente e del trattamento integrativo”, per le imprese si prevede invece la riduzione dell’aliquota dell’Imposta regionale sulle attività produttive (Irap).

Tra le innovazioni di spesa della manovra vi è, dal 2022, la disponibilità per i ragazzi diciottenni di una Carta elettronica per le spese culturali (teatri, cinema, concerti, libri, quotidiani, musica e film, mostre, aree archeologiche e parchi, corsi di musica e di lingua). A tale proposito sono stati stanziati circa 230 milioni di euro e potranno disporre della suddetta Carta coloro che hanno un reddito fino a 25 milia euro.

Prorogato fino al 31 dicembre 2023 il Superbonus fiscale per i lavori di riqualificazione energetica e recupero degli edifici, che nel 2024 da 110% scenderà al 70% e nel 2025 al 65%. Per villette e case unifamiliari il termine del 30 giugno 2022 è stato prorogato al 31 dicembre dello stesso anno ma, esclusivamente, nel caso in cui il proprietario abbia un Isee (Indicatore della situazione economica equivalente) non superiore a 25 mila euro. Tra i vari bonus confermati vi è anche il contributo di 5 mila euro per l’acquisto di mobili, grandi elettrodomestici, lavatrici, lavasciugatrici, lavastoviglie, frigoriferi e congelatori purché siano destinati all’immobile da ristrutturare. Dopo l’aspro confronto tra il premier Draghi e il ministro Franceschini, è stato prorogato per tutto il 2022 anche il bonus facciate che però, dal 90%, l’anno prossimo scenderà al 60%.

Dalla manovra al G20. In questo ultimo fine settimana di ottobre 2021 Roma ospita i grandi della Terra, la Capitale è blindata fino alla sera di domenica 31. Al centro del Summit internazionale i vaccini, la lotta al surriscaldamento globale, la ripresa economica e la questione afghana. Alla vigilia del Summit il presidente della Repubblica ha ricevuto al Quirinale diversi capi di Stato e di governo tra cui il presidente degli Stati Uniti Joe Biden, che poco dopo si è recato a Palazzo Chigi per incontrare il premier Mario Draghi al quale ha riconosciuto “il lavoro straordinario” fatto con i vaccini e non solo.

L’importanza dei sistemi democratici e la necessità di una difesa consolidata e forte, oltre alla questione ambientale, sono stati gli argomenti sui quali si sono concentrati i due leader durante il colloquio a Palazzo Chigi.

Nel corso del colloquio con il presidente Mattarella, Biden ha affermato che “l’America è tornata” e ha voluto rimarcare i rapporti con l’Ue che, accanto all’Alleanza Atlantica, riveste un ruolo fondamentale per Washington. Mattarella ha ringraziato il presidente Biden e ha a sua volta rimarcato la decisione di tassare le Ott (acronimo di Over-The-Top), cioè le grandi imprese che forniscono contenuti di diverse tipologie (servizi, video, notizie) attraverso la rete Internet.

Al Quirinale Biden ha inoltre sottolineato che gli Stati Uniti condividono la necessità di vaccinare i Paesi più deboli senza fare distinzioni tra Paesi alleati e no, una questione rimarcata anche dal nostro capo dello Stato in diverse occasioni istituzionali. All’interno della cornice della pandemia, Biden ha infine ricordato a Mattarella la sua proposta sulla sospensione temporale dei diritti sui brevetti dei vaccini, in un’ottica di collaborazione internazionale che la lotta al Covid sembra aver rafforzato, e di cui occorre fare tesoro in previsione di nuovi scenari pandemici che si potrebbero manifestare in un prossimo futuro tornando a minacciare il mondo intero.

“Dove va il G20 il resto del pianeta è indissolubilmente legato a seguirlo”, osserva il Washington Post. Un’osservazione semplice ma particolarmente efficace soprattutto in questo momento storico, sia sul fronte della lotta al cambiamento climatico – in quanto il Summit G20 di Roma farà da volano al vertice sul clima di Glasgow – sia sul fronte pandemico ed economico.

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