Mobilità sostenibile

Ieri si è svolto un interessante incontro web promosso dalla presidenza italiana del W20 insieme a ENEL X. L’obiettivo dell’evento è stato discutere il ruolo essenziale che mobilità e sostenibilità ricoprono per il benessere e la prosperità del nostro Pianeta e i suoi abitanti. Il focus sarà sull’importanza, nella pianificazione dell’architettura e delle infrastrutture urbane, del tenere conto delle esigenze concrete dei cittadini, prestando attenzione alla fondamentale inclusione sociale e di genere, e contrastando le disuguaglianze.

Ogni cosa che facciamo, ogni nostra azione ha una conseguenza sul territorio in cui viviamo. Ormai lo sanno tutti. Non possiamo certo conoscere le conseguenze di tutti i nostri gesti ma diciamo che ne abbiamo cognizione.

Oggi ho comprato un rossetto. Non testato su animali, libero da qualsiasi roba inquinante, l’ho comprato perché mi piaceva il colore; poi dato che sono convinta che uno stile di vita sostenibile e rispettoso deve contemplare l’impiego di prodotti bio, di articoli naturali e non testati sugli animali, ho deciso di comprare un prodotto cruelty-free.

Certo è che però il mio bel rossetto bio cruelty free etc un impatto sul sistema ce l’ha. Perché comprando il mio bel rossetto ho attivato un processo logistico, quindi ho generato furgoni che magari sono circolanti da tanti anni e che quindi di bio non hanno che le briciole lasciate dal panino integrale mangiato dall’autista.

Ho letto che la metà delle vetture circolanti, parliamo per lo più di furgoni, sono in media vecchie di 15/18 anni. Allora che facciamo? Sicuramente rinnoviamo il parco macchine con incentivi reali e facilmente fruibili. Facciamo in modo che chiunque ne possa fare richiesta senza essere premio Nobel per l’economia. Semplifichiamo. Semplificare è un verbo femminile, l’ho deciso io. Purtroppo, troppo poche le donne chiamate a decidere, troppo poche. Noi vogliamo dire la nostra, essere parte del processo. Sono convinta che faremmo bene, anzi benissimo.

Vogliamo dire la nostra nella pianificazione delle infrastrutture. Vorremmo semplificare le procedure e renderle comprensibili anche a chi ha 99 anni oppure non ha frequentato corsi di laurea estremi. Sono convinta che siamo a un punto in cui le nostre competenze sono molto vaste. Vanno messe insieme per trovare la quadra. Noi donne siamo molto pratiche, sicuramente abituate a sbrogliare mille cose insieme.

Vogliamo esserci per mostrare le nostre competenze. Vogliamo contribuire a disegnare le città del futuro. Le città connesse con tante “Zona 30”: le fermate di autobus adatte a chi porta a casa sporte di spesa e magari mentre aspetta deve ripararsi da pioggia e freddo. Vi racconto una piccola cosa che accade a Roma, la mia città. In un quartiere di Roma c’è una fermata di Bus che ha solo una pensilina un po’ messa male. Le donne che sempre prendono lì il bus ci hanno messo due panchine portate da casa, un piccolo conforto. Perché noi siamo abituate a trovare soluzioni.

Noi donne Abbiamo imparato tanti nuovi vocaboli e abbiamo cambiato stili di vita. E possiamo sempre migliorare. Noi siamo pronte e credo che questa presidenza italiana del W20 lo stia dimostrando.

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