Una calda notte d’Agosto

Facciamo conto che sia agosto. Una notte calda. Un po’, anzi molto noiosa, anzi moltissimo. E allora, come passare il tempo? Un bel bagno di mezzanotte? No, il mare è lontano. Andiamo a fare un giretto sui social: anzi facciamo meglio, organizziamo un’orgia.

E così la calda notte di agosto prende un’altra strada. Sono in due a presentarsi, giovanissimi. Fanno i modelli e ogni tanto arrotondano. Chiaro che uno che si presenta, dopo essere stato contattato in un sito di incontri, a casa di uno sconosciuto, sa bene che non va al campionato indoor di centrini all’uncinetto.

E poi qualcosa non va più nel verso giusto. Uno dei due scappa, poi viene fermato dai Carabinieri e tutta la combriccola finisce nei guai. “Quella notte a casa di Luca Morisi mi ha distrutto la vita. Mi sono sentito male e sono fuggito. Con me ho prove, foto e chat che dimostrano che tutto ciò che vi dirò è la verità”. Così racconta a un giornalista il ragazzo che di mestiere fa il modello o il prostituto a seconda del mercato. Fatti suoi.

Ma Morisi non è uno qualunque. È il capo della Comunicazione di Matteo Salvini. Quelli per intenderci che si presentano come duri e puri che chiamano gli omosessuali froci che sono tutto Patria-Dio-Famiglia. Apriti cielo. Sgomento, stupore. Io invece vedo tutta questa storia come lo squallore eterno di certa politica del fango fatta di persone poco chiare ma con un’idea molto chiara e cioè annientare il nemico. Questo signore ne ha fatte di cose. È stato bravo; oggi Salvini è il politico più seguito di tutti sui social. Ma la sua macchina di propaganda ha macinato tutto quello che ostacolava il cammino.

Ora, invece di dire ero stanco, ero pieno di problemi, farebbe meglio a dire mi andava una serata trasgressiva, sono omosessuale non frocio, ho fatto una cavolata. Ecco sarebbe meglio. E poi ha l’appoggio del suo capitano; o no? Gli amici si vedono nel momento del bisogno.

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