La passione dei Borromeo per il Lago Maggiore

I Borromeo sono una delle più importanti famiglie meneghine, i loro possedimenti si sono estesi sulle zone del Lago Maggiore (il cosiddetto “Stato Borromeo” e la loro storia si è incrociata con il papato, ricordiamo il cardinale Carlo Borromeo, venerato come santo dalla Chiesa cattolica, e il cardinale Federico Borromeo, immortalato da Alessandro Manzoni nel romanzo I Promessi Sposi. Carlo IV Borromeo-Arese fu insignito della carica di Viceré Napoli.

Ora le proprietà dei Borromeo si sono trasformate in un’attrazione turistica di primo piano, nel 2019 The New York Times ha annoverato le Isole Borromee tra i dieci luoghi più affascinanti del mondo. Partendo dal sito ufficiale, è possibile avere un panorama completo e pianificare la visita. Il tempo a disposizione non ci ha concesso la possibilità di visitare tutte le attrazioni a disposizione, ma occhi e mente hanno potuto abbeverarsi abbondantemente alla cornucopia dell’arte.

Iniziando dalla Rocca di Angera, che domina l’omonimo paese sulla riva lombarda del Lago Maggiore, inizia un tour gaudente nelle terre dei Borromeo. In un paese come l’Italia, dove troppo spesso i siti artistici sono in stato discutibile di conservazione, è possibile apprezzare dal primo momento l’eccellente stato di manutenzione e cura, la pulizia e l’ordine, la ricchezza di informazioni e la bellezza degli oggetti che troviamo esposti. Se il castello è già bellissimo come opera di architettura difensiva, all’interno troviamo le stanze che ospitavano i signori dell’epoca, tutto reso in maniera perfetta. Un must assoluto è il Museo della Bambola e del Giocattolo, un’eccellenza a livello mondiale, dove si trova una delle raccolte più stupefacenti che sia possibile ammirare. Non da meno il giardino, una prima idea dell’amore della famiglia Borromeo per la natura.

Se la rocca è la parte “militare”, la magnificenza rinascimentale e l’amore per la bellezza la fanno da padrone nelle due isole borromee che sono la proprietà di famiglia (oltre l’Isolino di San Giovanni e lo Scoglio della Malghera), Isola Bella e Isola Madre sono la parte dedicata all’accoglienza. Alcuni particolari importanti distinguono i due siti nobiliari, Isola Bella era la residenza di rappresentanza tipica, con i suoi grandi spazi e lo sfarzo barocco. Se in entrambe troviamo sale e arredi conservati con maniacale cura ed esposti con attenzione, su Isola Bella il giardino è all’italiana, con un anfiteatro circondato dalla magnificenza della natura. Impossibile non restare a bocca aperta quando si passa nella grotta costruita a piano terra, stanze per avere una sorta di condizionamento, ma che sono un vero capolavoro di bellezza con pietre e tufo a comporre le arcate delle stanze.

Se Isola Bella è la rappresentanza ufficiale, Isola Madre è una versione più famigliare, intima, raccolta, il che non ha impedito che un giorno si presentasse, inaspettatamente, Napoleone Bonaparte con 60 persone al seguito e la pretesa di essere ospitato, mettendo in subbuglio tutto il castello e lasciando un pessimo ricordo di sé per il disordine e la sporcizia trovati alla loro partenza. Ma ai giorni nostri Isola Madre è un vero e proprio scrigno di sorprese, il giardino all’inglese che gira attorno al palazzo è un piccolo eden naturalistico, con piante provenienti da ogni parte del mondo, la sublimazione si ha nel cipresso secolare antistante il palazzo, abbattuto da una tromba d’aria, ma fatto rinascere a costo di enormi sforzi. Non mancano animali preziosi come il pavone bianco, che passeggiano tranquillamente in questo piccolo paradiso botanico da oltre 2.000 esemplari di flora. All’interno del palazzo è possibile, oltre le stanze padronali, ammirare il salone da ballo alla veneziana, due teatri di marionette, scontato ricordare come anche qui siano da ammirare mobili e arredi in perfetto stato di manutenzione, che mostrano come era la vita secoli fa.

©Futuro Europa® Le immagini utilizzate sono tratte da Internet e valutate di pubblico dominio: per segnalarne l’eventuale uso improprio scrivere alla Redazione

Print Friendly, PDF & Email
Condividi

Sii il primo a commentare su "La passione dei Borromeo per il Lago Maggiore"

Lascia un commento

Il tuo indirizzo mail non sarà pubblicato


*