La nebbia

Aldo Cazzullo, in un editoriale sul Corriere di domenica, ha definito “nebbia” la crescente distanza che separa la politica dalle preoccupazioni della gente comune. Questa distanza è stata raramente tanto grande come in questi ultimi giorni. Mentre la pandemia non accenna a recedere e la vaccinazione stenta a diffondersi, mentre l’economia traballa e tanta gente perde imprese e lavoro, mentre scelte decisive si impongono, innanzitutto per l’uso dei fondi europei, la classe politica si è infilata nel consueto labirinto, sempre meno comprensibile agli italiani, come mostrano tutti i sondaggi.

Il “cattivo” è certamente Matteo Renzi, ma non è il solo: non è difficile immaginare quanti calcoli  e retropensieri si celino dietro le grandi dichiarazioni degli uni e degli altri, su tutti i versanti della politica.

E poi ci sono spettacoli particolarmente degradanti, come quello che stanno dando due tromboni della politica, Clemente Mastella e Claudio Calenda, scambiandosi in pubblico gentilezze del tipo: “squallido gregario”, “burinotto” e così via.

La sola speranza è che gente capace di dare prove così insultanti di inciviltà in momenti così drammatici scompaia presto dalla scena. Non siamo perfetti, ma penso che meritiamo di meglio.

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