Italia delle Regioni

“Oggi possiamo davvero dire che parte la fase 3. Il Governo ha sostanzialmente recepito le linee guida della Conferenza delle Regioni ed altri settori – finora bloccati dal lockdown – possono rimettersi in moto, sia pure rispettando principi generali di sicurezza e prevenzione”, lo ha dichiarato il Presidente della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome, Stefano Bonaccini.

“Abbiamo condiviso con il Governo la stesura di alcune norme contenute nel Dpcm licenziato oggi dal Consiglio dei Ministri e abbiamo fornito un contributo propositivo su molti temi. Penso soprattutto allo sport, allo spettacolo e, da ultimo, ai servizi per l’infanzia dove abbiamo fatto coincidere i principi contenuti nelle linee guida della Conferenza delle Regioni con quelli del protocollo del Governo che sarà allegato al Dpcm. Ora – prosegue Bonaccini – occorre un impegno corale per far ripartire l’economia nei territori. Intanto nei prossimi giorni settori come quelli delle fiere e dei congressi, delle sale giochi , e delle discoteche – ma solo sulla base di ordinanze e protocolli regionali fondati sulle linee guida della Conferenza delle Regioni allegate al Dpcm – potranno riaprire e riprendere le attività. Infine abbiano ribadito al Governo – in un’ottica di leale collaborazione istituzionale – che occorre un’attenzione forte al tema scuola. Servono – conclude il Presidente della Conferenza delle Regioni – risorse adeguate e linee guida condivise perché dobbiamo, in tempo utile, metterci nelle condizioni migliori per consentire un’ordinata apertura dell’anno scolastico. Linee guida per la riapertura delle Attività Economiche, Produttive e Ricreative Il settore turistico è tra i più colpiti dall’emergenza Coronavirus”.

“Per questo riteniamo necessario un intervento urgente, riassunto da Anci in sette punti qualificanti che, se attuati, potrebbero rilanciare un ambito che nella stagione estiva rappresenta un vero e proprio ammortizzatore sociale per i territori”. Emiliano Falconio sul sito dei Comuni Italiani Anci così sintetizza l’intervento del sindaco di Mola di Bari, Giuseppe Colonna, intervenuto in teleconferenza in audizione in Senato, dove Anci è stata sentita in merito alle iniziative di sostegno a turismo, industria, commercio a seguito dell’emergenza Covid.

“Il calo del Pil – ha esordito Colonna – si attesta circa ad un meno 11 per cento e in questo scenario sono 220 mila unità di personale in meno per il comparto. Si tratta di numeri importanti che in alcune realtà, soprattutto piccole, stanno causando grossi problemi”. Da qui le sette proposte Anci, sintetizzate così dal sindaco di Mola Di Bari, che ha anche consegnato un documento dettagliato ai commissari: “Prima proposta l’istituzione delle zone rosse economiche per le città turistiche, da attivare con un fondo iniziale da 150 milioni di euro. Poi azioni di tutela a imprese e lavoratori autonomi della filiera, fino a fine crisi, attraverso la messa in capo di ammortizzatori sociali. Serve poi – ha continuato Colonna – una iniziativa forte che rilanci il brand Italia con un piano comunicazione di area vasta che veda Enit protagonista. E ancora, rendere fruibili e sicure le spiagge libere e i luoghi spettacolo, superando il limite di spasa del personale per potenziare gli organici polizie locali impegnato in controllo e vigilanza coste. Infine il sostegno alla domanda turistica, attraverso un potenziamento del bonus vacanze e favorendo in particolar modo il turismo a chilometro Zero”.

Ricordando gli otto miliardi di perdite che i Comuni hanno subito dall’inizio della crisi – e quindi la richiesta di ulteriori 2,5 miliari di fondi quale ristorno per i mancati introiti – il sindaco di Mola Di Bari ha espresso poi “la necessità di potenziare le misure già adottate dal governo verso le piccole realtà produttive del commercio nel periodo dell’emergenza. Occorre – ha rimarcato – una strategia a lungo e medio termine in cui al centro dell’azione ci sia il Comune. Una strategia che attivi politiche di sviluppo basate sulla valorizzazione del commercio di vicinanza, sull’e-commerce, sul marketing territoriale e sulla semplificazione amministrativa. Su quest’ultimo aspetto – ha sottolineato Colonna – occorre intervenire per potenziare gli sportelli unici per le attività produttive, così da affiancare le piccole e medie imprese impegnate ad intercettare linee di finanziamento”.

Infine i piccoli Comuni. Emiliano Falconio sul sito dei Comuni Italiani riporta come in questi mesi gli esercizi commerciali nei piccoli centri hanno rappresentato un vero e proprio servizio pubblico. “Chiediamo per queste attività delle forme di defiscalizzazione tramite aliquote differenziate, la possibilità di gestione pubblica dei servizi di logistica e il coinvolgimento del terzo settore per l’apertura di nuovi esercizi”, ha concluso Colonna a nome dei Comuni Italiani.

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