Chernobyl di nuovo in fiamme

Il reattore numero 4 della centrale di Chernobyl (Ucraina del nord) esplose il 26 aprile 1986 contaminando larga parte dell’Europa. Dopo questo disastro, le autorità hanno evacuato centinaia di migliaia di persone e una vasta area, che copre più di 2.000 chilometri quadrati, è rimasta abbandonata. Altri tre reattori nello stabilimento hanno continuato a funzionare dopo la tragedia. L’impianto è stato arrestato nel 2000, segnando la fine di tutte le attività industriali a Chernobyl e la zona era stata dichiarata interdetta. Ma molte persone, soprattutto anziane, malgrado i divieti sono tornati nelle zone della Centrale. Quattro anni fa il sito era stato ricoperto da uno scudo protettivo in acciaio che limita le fughe radioattive, chiamato New Safe Confinement.

Ma non è bastato quanto successo allora, e il mese di aprile scorso ha visto numerosi incendi di natura dolosa accendersi nell’area boschiva intorno a Chernobyl. Nel 2018 in una simile occasione, le autorità tranquillizzarono la popolazione e l’opinione pubblica dichiarando che non c’era alcun pericolo. Ma stavolta i dati hanno rilevato un aumento della radioattività, provocando un picco di emissioni fino a 16 volte superiore alla norma, come diffuso da Yegor Firsov, capo del servizio di ispezione ecologica ucraino, fornendo come prova un filmato del contatore Geiger che segna valori di 0,14 e poi 2,3, quindi 16 volte superiori rispetto a quelli abituali: “Ci sono brutte notizie. Le radiazioni sono al di sopra della norma nel luogo dell’incendio. Come vedete nel video, gli indicatori segnano 0,14 e 2,3”.

Le fiamme hanno invaso più di 20 ettari del terreno forestale situato intorno alla centrale elettrica danneggiata, a circa cento chilometri a nord della capitale Kiev, riferisce Afp. I servizi di emergenza avevano inizialmente assicurato che non vi era alcun pericolo. Pur ammettendo di avere delle serie “difficoltà” a intervenire. Le autorità sostengono di aver messo al sicuro le comunità che vivono nei dintorni e hanno detto che non c’è nessun pericolo radioattività. Due aerei, un elicottero e 130 vigili del fuoco sono stati mobilitati per combattere l’incendio, intanto le forze dell’ordine ucraine hanno identificato una persona sospettata di essere l’autore dell’incendio ed è stato aperto un procedimento penale, si tratta di un 27enne che ora rischia fino a 5 anni di carcere per il reato di distruzione ambientale.

Chernobyl è diventata ora un’attrazione turistica, lo scorso anno oltre 100.000 turisti hanno visitato la zona, attirati dall’omonima serie evento di grande successo Sky-Hbo. Un’analisi condotta nel 2019 tramite droni per misurare la radioattività della Foresta Rossa di Chernobyl ha rivelato la presenza di alcune “zone calde” radioattive, nelle aree un tempo usate per separare il suolo contaminato. La radiazione all’interno di queste aree è così elevata che alcune ore trascorse qui consegnerebbero a un adulto i livelli di radiazione “consentiti” in un anno. Secondo uno studio del centro di ricerca francese ISRN, la nube radioattiva che si è sprigionata a causa degli incendi non si è limitata a transitare sull’Ucraina, ma ha raggiunto buona parte dell’Europa, Italia compresa. Il tasso di radioattività, pur superiore al normale, non sarebbe però pericoloso: “Sarebbe dell’ordine di 200 GBq 5 rilasciati tra il 3 aprile 2020 alle 12:00 e il 13 aprile 2020 alle 12:00. Le simulazioni effettuate mostrano un buon accordo tra le misurazioni fornite dagli ucraini e i risultati di modellazione. Su questa base, le simulazioni ISRN indicano che le masse d’aria provenienti dall’area degli incendi verificatisi il 5 e 6 aprile sono stati in grado di raggiungere la Francia la sera del 7 aprile 2020”.

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