Le terre rare

Un nuovo fronte tecnologico è balzato all’attenzione degli Stati Uniti nella loro ”bagarre” commerciale (e nel fondo politica) con la Cina: le cosiddette terre rare. Sono terre che contengono almeno 17 elementi chimici elettroconduttori, tra cui il cerio, l’espondio e il litrio, indispensabili per un gran numero di strumenti entrati nella quotidianità della vita moderna, dagli ordinatori ai sistemi di guida dei missili, dai motori elettrici ai microonde e numerosissimi altri senza i quali la vita di una società avanzata sarebbe quasi impossibile.

Fino agli anni Ottanta, gli USA sono stati i maggiori produttori di queste terre,con l’80% della produzione mondiale, poi la Cina ha preso rapidamente il loro posto, giungendo a produrre il 95%, dominando il mercato esportatore (principalmente Stati Uniti e Giappone, ma anche molti Paesi europei tecnicamente avanzati). Gli USA hanno fatto uno sforzo, con grossi investimenti nel deposito di Mountain Pass, ma restano al 20% della produzione mondiale e cercando altre fonti di approvvigionamento (Australia, Malesia, Vietnam, Russia, Brasile, India, Tailandia), la cui produzione complessiva è peraltro minore, e si dice che vorrebbero pesantemente investire in Groenlandia. Ma la posizione della Cina come produttore ed esportatore resta dominante e lo sarà per molto tempo, almeno finché non si troveranno prodotti alternativi che l’industria americana sta attivamente ricercando. Ma è un processo lungo e complesso: i cinesi lo sanno bene e paiono disposti a usare il divieto delle esportazioni all’America come un elemento di pressione (o di ricatto) nella guerra commerciale sconsideratamente avviata da Trump. Il Presidente Xi Jinping lo ha già più volte adombrato.

I tempi dei conflitti  per il petrolio paiono quasi preistorici di fronte a questi nuovi fronti di scontro,  meno percepibili ma vitali ed è prevedibile che il mondo avanzato (che si è lanciato in uno sviluppo tecnologico che pare senza limiti, ma dipende da disponibilità e dall’accesso ad elementi abbastanza rari e in mano di pochi, quasi monopolisti) finirà con lo scontarlo.

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